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Percorsi Occitani

Attraverso la valle seguendo natura e cultura d’òc

I Percorsi Occitani sono articolati in quattrordici tappe che da Villar San Costanzo salgono a Chiappera, percorrendo la sinistra orografica della valle, per scendere dalla parte opposta fino a Dronero. Il sentiero è segnalato da pannelli con paline bianco-rosse e da tacche gialle sul terreno.


  • Numero tappe: 14
  • Difficoltà: per escursionisti medi
  • Dislivello +7.300 / -7.300 m
  • Segnaletica: paline bianco-rosse e tacche gialle
  • Adatto a famiglie
  • Adatto a biker
  • (+39) 0171 917080
  • http://www.vallemaira.cn.it
Descrizione del pecorso

Da qualche anno a questa parte la valle Maira si è trasformata in una sorta di eden per gli amanti della montagna, con 200 chilometri di sentieri segnati tra i 600 e i 2700 metri di quota che attirano sempre più escursionisti italiani e soprattutto stranieri; i tedeschi e gli svizzeri, in particolare, hanno una vera e propria predilezione nei confronti di questo territorio. Il merito di questo boom è da ascrivere alle tappe della Grande Traversata delle Alpi che si snodano nella valle e ai Percorsi Occitani, un sentiero balcone ad anello che offre ad escursionisti mediamente allenati un concentrato altrove difficilmente rintracciabile di natura, storia e arte. Questo itinerario strutturato ebbe origine una ventina di anni fa, quando un’oculata sinergia tra istituzioni, residenti e stranieri amanti della valle Maira diede impulso al ripristino degli antichi sentieri che collegano una borgata all’altra. Risale a quel periodo la nascita dell’Associazione Percorsi Occitani, attiva tuttora, che ha sviluppato e portato avanti il progetto. Col passare degli anni questo si è consolidato ed ha reso questi sentieri una meta desiderabile per molti escursionisti. Oggi sono più di cinquanta i posti tappa e le locande, in larga parte a conduzione familiare, che offrono ospitalità, innumerevoli proposte di svago e un apprezzato ristoro gastronomico lungo il percorso. Basti pensare che uno dei testi chiave sulla valle Maira, scritto da due giornalisti svizzeri nel 1999 e purtroppo disponibile solo in tedesco, è incentrato sul connubio tra escursionismo e gastronomia, come si evince dal titolo antipasti und alte Wege (“antipasti ed antichi sentieri”).

Mappa dell'itinerario
Tappe dell'itinerario
Villar San Costanzo / Sant’Anna di Roccabruna

Tempo di percorrenza: 5h
Dislivello: 700 m
Dalla riserva naturale dei Ciciu (605m), che la leggenda vuole siano i soldati romani che inseguivano il santo trasformati in pietra, si attraversano le borgate Cervetto e Foresti e su strada forestale si raggiunge il santuario di San Costanzo al Monte, luogo del martirio di San Costanzo e interessante esempio di architettura romanico-lombarda sul territorio; si prosegue per il pianoro del Ciabot, dove si ritorna sul sentiero. Oltre la Fontana dell’Asino (oggi asciutta) e le case Arduini, da borgata Oggero si risale a Castello. Si riprende lo sterrato e in salita si raggiunge la panoramica Rocca Castlas. Con un tratto pianeggiante si giunge a Sant’Anna di Roccabruna (1.252m).

Sant’Anna di Roccabruna / Pagliero di San Damiano Macra

Tempo di percorrenza: 200 m
Dislivello: 2h 45’
Dalla cappella di Sant’Anna si procede su strada asfaltata e poi per un sentiero nel bosco in discesa, fino al campanile della borgata Roi. Ancora per sentiero si supera Mostiola e si sale fino alle case di Molineri di Pagliero. La traccia, a destra, si raccorda alla strada che congiunge San Damiano Macra a Pagliero, sede comunale fino al 1716, dove la tappa si conclude nei pressi della chiesa (1.015m).

Pagliero di San Damiano Macra / Alma di Macra

Tempo di percorrenza: 3h
Dislivello: 700 m
Da Pagliero si procede in direzione del cimitero fino a borgata Scombe. Si oltrepassa la chiesa di San Sebastiano e si prosegue fino a Fracchie. Superate le Grange Rubbio e la cresta del Monte Rubbio, si scende verso la vallata. Dopo una breve salita si raggiungono la cappella di San Bernardo e Camoglieres, borgata dell’antico comune di Alma che oggi fa parte di Macra, nei cui pressi è allestita una palestra di roccia con via ferrata (992m). A poca distanza possibilità di tappa anche in borgata Bedale.

Alma di Macra / Stroppo

Tempo di percorrenza: 5h 30’
Dislivello: 900 m
Il percorso si snoda su un tratto denso di borgate ricche di edifici significativi. Da Camoglieres si prende il Sentiero dei Ciclamini in direzione della borgata Villar e, sfiorando Bedale, si risale a Langra: un ambiente suggestivo, circondato da mille fioriture. Da qui si prosegue in salita tra i ruderi delle baite in direzione Ovest e, superata Costa Cucce, si perviene alla conca di Centenero e Caudano, nel territorio di Stroppo. Continuando sul sentiero si giunge alla chiesa di San Peyre, un vero gioiello d’arte e architettura quattrocentesca. Da qui si prosegue in direzione Cucchiales; sulla destra del percorso facilmente raggiungibili le borgate Ruata Valle e Morinesio con il vicino Santuario di Santa Maria in posizione panoramica. Possibilità di tappa in entrambe le borgate. A Cucchiales degna di nota la “barma del diau”, grotta del diavolo. Si arriva poi a Ciamino e poi a San Martino Inferiore (1.400m). Prima dell’arrivo a San Martino Inferiore una variante si stacca e raggiunge le borgate Paschero e Bassura, dove si trovano possibilità di tappa.

Stroppo / Elva

Tempo di percorrenza: 2h 30’-3h
Dislivello: 500 m
Dalle borgate del comune di Stroppo ci si dirige verso il colle Bettone; si prosegue attraversando una radura che conduce alla cappella del colle San Giovanni. Da qui si può deviare verso un punto tappa o continuare nella lariceta in discesa in direzione Elva. Superate le borgate Isaia e Mattalia si perviene alla chiesa di Elva (1.637m). Possibilità di tappa in borgata Serre e Clari.

Elva / San Michele di Prazzo

Tempo di percorrenza: 3h
Dislivello: 300 m
Dalla piazza di borgata Serre si prende la strada asfaltata e si torna indietro per un tratto sulla strada che porta verso valle. Su strada secondaria si perviene alle borgate Villar, Clari e Dao. Si sale fino a giungere a Chiosso Superiore; da qui si prosegue verso il vallone di Gias Vecchio e si raggiunge il versante opposto della valle attraversando un ruscello. Si sale al Colle San Michele e, in discesa, si tocca borgata Allemandi per poi raggiungere borgata Chiesa, capoluogo di San Michele di Prazzo (1.333m). Possibilità di tappa nelle borgate Allemandi e Chiesa.

San Michele di Prazzo / Ussolo

Tempo di percorrenza: 4h
Dislivello: 600 m
La tappa si svolge interamente nel comune di Prazzo, portato ai confini attuali nel 1928 con la fusione di San Michele, Ussolo e Prazzo. Il primo tratto, in salita, conduce a borgata Castiglione, arroccata in posizione panoramica su un promontorio roccioso. Una ripida salita attraverso il bosco conduce poco sotto Punta Albeno per poi scendere sul lato opposto per prati fino a toccare borgata Vallone. Su strada si continua fino a Ussolo (1.337m), caratteristica borgata che è stata set di alcune riprese cinematografiche del celeberrimo film Il vento fa il suo giro di Giorgio Diritti. Possibilità di tappa anche a Prazzo, raggiungibile con variante.

Ussolo / Chiappera

Tempo di percorrenza: 6h
Dislivello: 850 m
Da Ussolo lungo la strada si raggiunge Vallone e da lì si sale a Grangette e poi al Colle Saraceno. Superate le grange Serri Soprana, da cui si stacca una variante che consente di scendere sul Borgo Villa di Acceglio, dove si trovano possibilità di tappa, si prende una sterrata che a destra conduce al Vallone Traversiera (chiamato anche vallone Mollasco) e poi a Lausetto. Da qui si imbocca una mulattiera e si giunge alla cappella di San Maurizio e, superata la deviazione per Ponte Maira dove si trovano possibilità di tappa, al punto panoramico della Crocetta di Saretto. Possibilità di tappa in borgata Saretto. Si scende poi a Chiappera; possibilità di tappa a monte dell’abitato.

Chiappera / Chialvetta

Tempo di percorrenza: 5h
Dislivello: 700 m
Da Chiappera si prosegue in direzione del cimitero: al primo tornante in discesa si imbocca un sentiero che costeggia il versante meridionale del lago di Saretto. Giunti alle sorgenti del Maira, al primo tornante in salita nel bosco dopo il ponticello del campeggio si prende la deviazione per il colle Ciarbonet. Lo sforzo compiuto nella salita, lunga ma ombreggiata, è ripagato dallo splendido panorama sulle vette dell’alta valle Maira. È caldamente consigliata una deviazione alla vicina vetta del monte Midia, a picco sopra Acceglio. Sul versante opposto si scende per la strada che percorre il Vallone di Unerzio e si giunge a Viviere, poi a Pratorotondo e infine a Chialvetta (1.494m). Qui merita una visita il museo etnografico Misoun d’en Bot (“la casa di una volta”) in cui si possono osservare da vicino più di un migliaio di oggetti legati al lavoro, alla casa, all’artigianato occitano. Possibilità di tappa a Viviere e Chialvetta. Da Chialvetta si stacca una variante che supera il colle Soleglio Bue e scende al Preit di Canosio.

Chialvetta / Gardetta

Tempo di percorrenza: 3h 30’
Dislivello: 950 m
Da Chialvetta si segue il ruscello in salita verso Pratorotondo e si continua per Viviere, seguendo un tratto del percorso della tappa precedente. Invece di girare verso il colle Ciarbonet si rimane lungo il vallone principale fino alla conca di Prato Ciorliero e Grange Resplendino. Sull’altra sponda del torrente si notano resti di una caserma, primo approccio con altre fortificazioni risalenti al periodo precedente all’ultimo conflitto mondiale che si possono incontrare in questo tratto di percorso. La zona era infatti teatro di esercitazioni militari. Alcuni fortini sono scavati in affioramenti di gesso, con doline e inghiottitoi prodotti dal carsismo. Si sale quindi verso il passo della Gardetta percorrendo pascoli ricchi di “gias” e alpeggi. Raggiunto il passo della Gardetta è d’obbligo una breve sosta per ammirare all’orizzonte il vallone di Canosio dove spicca la cresta aguzza di Rocca la Meja con le sue pareti dolomitiche, mentre alle spalle si staglia imponente il Monte Oronaje. Si può approfittare della relativa brevità della tappa per una deviazione a destra sulla strada militare che conduce al Passo di Rocca Brancia e al Colle Oserot. Ritornati al Passo della Gardetta, in breve si raggiunge il rifugio della Gardetta (2.335m), ex ricovero militare oggi ristrutturato e raggiugibile anche in auto. Possibilità di tappa al colle del Preit (2.083m).

Gardetta / Marmora

Tempo di percorrenza: 5h 30’
Dislivello: 500 m
Dal rifugio della Gardetta si scende su strada sterrata fino a Grange Ciampasso in prossimità del colle del Preit, per poi proseguire sul versante di Rocca La Meja. Poco distante, con breve deviazione, si raggiunge la lapide che ricorda la compagnia di Alpini che nel gennaio del 1937 fu travolta e uccisa da una valanga. Seguendo l’ampia mulattiera si raggiungono il colle della Margherina e il colle d’Ancoccia. Oltre il valico si scende brevemente sui bei pascoli della Bandia per poi risalire al colle del Mulo; da qui si scende nel vallone di Marmora servendosi del sentiero che costeggia la rotabile che unisce le borgate di Marmora con il colle d’Esischie. Da borgata Ghetto si devia a sinistra per costeggiare il bel Lago Resile e si giunge nel vallone di Marmora. Possibilità di tappa nelle borgate Arata e, lievemente discoste dal sentiero, Finello, Vernetti, Torello e Brieis. Da Marmora si stacca una variante, poco prima di borgata Torello, che scende su Canosio e, superato il colle di San Giovanni, raggiunge Prazzo Superiore.

Marmora / Albaretto di Macra

Tempo di percorrenza: 3h
Dislivello: 400 m
Il primo tratto dell’itinerario si svolge attraverso alcune delle borgate del comune di Marmora: si lascia l’abitato, composto da agglomerati di case caratteristiche e ben restaurate che conservano interessanti testimonianze architettoniche e artistiche, da borgata Superiore, procedendo nella vallata in direzione di Bassura. Seguendo la cresta del monte Buch si raggiunge il colle dell’Encucetta, dove si stacca una variante che scende su Bassura di Stroppo attraverso il ponte medievale sul Maira. Seguendo invece l’itinerario classico si perviene ad Albaretto, antico comune che oggi fa parte di Macra e dove, in borgata Palent (1.463m), si trova il punto tappa. Per chi lo desidera, qui si stacca una variante al percorso che attraverso borgata Aramola porta a Bassura di Stroppo. Un’altra variante, da borgata Serremorello, scende a Bedale, capoluogo di Macra (fermata bus).

Albaretto di Macra / Celle di Macra

Tempo di percorrenza: 2h 30’
Dislivello: 200 m
La prima parte dell’itinerario attraversa le borgate dell’antico comune di Albaretto. Da Palent si scende ad Aramola per poi guadagnare la panoramica frazione Colletto, da cui si consiglia una breve deviazione per raggiungere la Cresta del Castello, dove dal 1958 una statua in marmo ricorda la Madonna di Lourdes. Giunti alla chiesa di Serremorello, si procede in discesa fino a Chiatignano per poi entrare nel comune di Celle di Macra passando per le borgate Sagna e Combe. Proseguendo, nei pressi di borgata Mattalia il sentiero si dirama: il tracciato principale continua verso Paschero e Chiesa (1.270m), dove si trovano possibilità di tappa. Una variante scende verso Bassura e prosegue, sempre in discesa, fino alla già citata borgata Bedale (800m) a chiudere l’escursione: in questo caso il tempo di percorrenza aumenta di circa 1h 30’.

Celle di Macra / Cartignano

Tempo di percorrenza: 5h
Dislivello: 150 m
Questa tappa permette il ricongiungimento con la bassa valle, da dove l’itinerario aveva avuto inizio. Da b.ta Chiesa si imbocca la vecchia mulattiera presso il Museo “Seles” dei Mestieri Itineranti e in breve si giunge a Castellaro, da dove si prosegue per Soglio Soprano e Serre di Paglieres, nel comune di San Damiano Macra. Attraverso Filoira e Bedale, con piccoli saliscendi, si arriva al colle di Santa Margherita e alla sottostante borgata omonima nel comune di Dronero. Il percorso continua in discesa su asfaltata fino a Falcone e poi, lasciata la strada verso Messore attraverso il colle di Teje, arriva a Cartignano.

Cartignano / Dronero

Tempo di percorrenza: 3h
Da Cartignano si prosegue su strada asfaltata fino a Ponte Bedale da lì si arriva a Tetti e si imbocca la strada a destra che in discesa raggiunge la pista ciclabile-pedonale a Ponte Olivengo e da lì tenendosi sulla destra si raggiunge l'abitato di Dronero. Con una deviazione sulla sinistra si percorrono circa 400 metri e si giunge sul Ponte del Diavolo e si raggiunge il centro di Dronero con possibilità di posto tappa.

Ricettività e punti tappa

L’itinerario si svolge attraverso le borgate dei comuni della valle. La ricettività è quella interna alle località e di alta quota, per la quale si rimanda agli uffici turistici del territorio che sapranno indirizzare in base a tipologie di struttura e possibilità di spesa.

Comunità Montana Valli Grana e Maira - IAT valli Grana e Maira
Luogo Dronero, piazza XX Settembre 3
Info (+39) 0171 917080; www.vallemaira.cn.it; info@vallemaira.cn.it; iatvallemaira@virgilio.it
Altri uffici turistici
Luogo Acceglio, borgo Villa
Info (+39) 0171 99424; info.acceglio@tiscali.it (aperto da giugno a inizio settembre)