Attenzione, le informazioni contenute in questo sito sono aggiornate al 31/12/2015.

Lou Viage

Dalla pianura a sfiorare i 3.000 m

Il tracciato principale permette di percorrere ad anello i due versanti della valle Stura, unificando sentieri già esistenti e valorizzandoli all’interno di una proposta complessiva.


  • Numero tappe: 19
  • Difficoltà: per escursionisti medi
  • Dislivello +15.200 / -14.350 m
  • Segnaletica: rosso-gialle in rifacimento bianco-rosso
  • Adatto a famiglie
  • Adatto a biker
  • (+39) 0171 955555
  • http://www.vallestura.net
Descrizione del pecorso

Lou viage (termine occitano per “il viaggio”) è un itinerario articolato in 19 tappe che attraversa tutti i quattordici comuni della valle Stura. Per chi volesse affrontare soltanto parte dell’itinerario sono stati pensati dei percorsi più brevi ad anello. Il sentiero è nato su iniziativa della Comunità Montana Valle Stura e dell’omonima Associazione, costituita nel 2004 con l’obiettivo di valorizzare il territorio della valle stura e di promuovere un turismo consapevole ed ecocompatibile. Lou viage è sinonimo non solo di natura e di montagna, ma anche di storia e di cultura: lungo il percorso si incontrano ad esempio il Memoriale della Deportazione a Borgo San Dalmazzo, il Forte Albertino di Vinadio, l’Ecomuseo della Pastorizia a Pontebernardo, il Santuario di Sant’Anna di Vinadio e il Santuario di Monserrato.

Mappa dell'itinerario
Tappe dell'itinerario
Borgo San Dalmazzo / Airale

Tempo di percorrenza: 5h
Dislivello: 350 m
Si lascia la stazione di Borgo San Dalmazzo (636m), si attraversa la statale e si imbocca via Roma. Si svolta a sinistra in via Grandis e da via Marconi si raggiunge un incrocio per corso Mazzini. Su corso Mazzini si esce da Borgo San Dalmazzo e dopo un centinaio di metri si svolta a sinistra verso via dei Boschi. Si seguono le indicazioni stradali per la Casa di cura Monteserrat (a destra) e da qui si prende via Camorei, strada ciclabile e pedonale asfaltata, che porta verso Beguda attraverso un bosco di castagni. Si ritorna sulla SS 21 e dopo pochi metri si prende a sinistra la SP 121, che conduce verso Roccasparvera. Dopo aver attraversato lo Stura su un ponte si svolta a sinistra verso via Galimberti e il municipio. Si procede diritto in via Minardi e si raggiungono un pilone e Porta Bolleris, la torre medievale di Roccasparvera (655m). Su strada asfaltata si prosegue verso il Santuario di Madonna delle Grazie. Si attraversa la strada provinciale e si procede per un bosco di castagni; dopo alcuni tornanti si imbocca una strada sterrata che si dirama a sinistra. Al primo bivio ci si mantiene a destra e al secondo, in corrispondenza di una casa diroccata, ci si mantiene sulla sinistra. Con una serie di tornanti si raggiunge una strada asfaltata, in corrispondenza della quale si piega a sinistra e si prosegue sino a raggiungere Castelletto, dove si prende la SP 121 in direzione Gaiola. Si attraversa Castelletto e si prosegue verso Gaiola (692m). All’ingresso del paese poco prima di raggiungere la SS 21 si svolta a destra in via A. Diaz in corrispondenza del Bar del Cantun. Da qui si continua verso il municipio in via XX Settembre e si prosegue fino alla fine della strada. Qui si svolta a destra in direzione della chiesa, la si supera e si gira a sinistra in via Battisti, che in breve conduce alla Strada Vecchia della Braida. Si arriva ad un incrocio con una strada asfaltata e proseguendo a destra si sale per alcuni tornanti sino a giungere dove la strada diventa pianeggiante. Si incontra un bivio si tiene la sinistra e dopo un’ultima breve salita si inizia la discesa che, su strada sterrata, conduce ad Airale (775m), comune di Valloriate.

Airale / Vanet

Tempo di percorrenza: 6h (7h con la deviazione per il Colle dell’Ortiga)
Dislivello: 700 m
Da Airale si segue la strada in salita verso Ovest e si passano le borgate Bruni, Molino, Chiapue sottano e soprano. Proseguendo, si tralascia la deviazione che conduce a Contre e si seguono le indicazioni per Sapè. Qui la strada si fa più ripida e salendo con alcuni tornanti si inoltra in un bel castagneto. Dopo poche centinaia di metri si raggiunge un incrocio dove si tiene la sinistra finché si raggiungono le case di Sapè soprano (1.196m). Senza inoltrarsi nella borgata si svolta a sinistra e si prosegue ora su sterrato fino a raggiungere la cappella della frazione; dopo un tornante la strada passa al di sopra delle case con direzione Ovest. Si continua su sterrato in direzione del colle dell’Ortiga; oltrepassato un fitto bosco e raggiunto un bivio a quota 1.595 m, dal quale con una breve deviazione si sale al colle dell’Ortiga, si svolta a sinistra per scendere verso il colle dell’Angelino (1.310m). Si prosegue quindi fino alla borgata Ronvel; appena alle spalle delle case un sentiero recentemente ripristinato porta ad attraversare il rio Garof. In attesa del ripristino dell’antico percorso, avendo l’accortezza di richiudere i cancelli onde evitare la fuga dei cavalli che pascolano liberi, si entra in una proprietà privata che autorizza il transito, fino a raggiungere la strada che da Demonte porta a Vanet; dopo poche centinaia di metri di salita si raggiunge la panoramica borgata (1.000m).

Vanet / Vinadio

Tempo di percorrenza: 7h
Dislivello: 850 m
A breve verrà resa agibile una variante in due tappe che da Vanet risale il vallone dell’Arma, fa tappa al rifugio Carbonetto e poi attraverso il colle di Valcavera ed il vallone della Madonna raggiunge Sambuco. Da Vanet si continua sulla strada che raggiunge la borgata Salerin (1.018m); qui ha termine la carrozzabile e si prosegue quindi su sentiero pianeggiante fino a giungere all’attraversamento del rio Monfiei dotato di una nuova passerella. Altrimenti, all’altezza della fontana delle case Salerin, un sentiero scende a sinistra verso San Pons, da dove una comoda strada raggiunge il percorso originale de Lou Viage. Attraversato il rio Kant si giunge sulla provinciale 268 del Vallone dell’Arma che si percorre in leggera salita verso sinistra per circa 200 metri per imboccare quindi, sulla destra, una sterrata che conduce alle borgate Maisso, Bovier e Serret e da qui verso Madonna del Pino. Qui, in corrispondenza di un pilone votivo, parte sulla destra l’inizialmente comodo sentiero P64 delle punte Chiavardine che in breve, svoltando a sinistra per raggiungere il crinale, diventa più impegnativo ma altamente spettacolare e panoramico su un’ampia porzione di fondovalle e non solo. Le tacche bianco – rosse indicano il cammino verso la testa di Peitagù (1.815m); dopo averla lasciata a destra, ha inizio la discesa su Grangette (1.457m). Con un ardito tracciato il sentiero discende una barra rocciosa fino a giungere ad innestarsi sulla mulattiera che da Piron (Aisone) porta a Castellar delle Vigne. Qui si svolta a destra ed attraversando il rio Borbone si raggiunge in breve la panoramica borgata di Vinadio. Su strada asfaltata, toccando Sagna e San Defendente, si scende al capoluogo posto allo sbocco del vallone di Neraissa. Per chi desidera compiere un itinerario di sette tappe e fare ritorno verso Borgo San Dalmazzo c’è l’opportunità di scendere sul versante opposto della valle, sul tratto di percorso descritto a partire dalla sedicesima tappa.

Vinadio / Rifugio Neraissa

Tempo di percorrenza: 3h 30’
Dislivello: 650 m
Al momento il posto tappa di Neraissa non è ancora agibile, quindi bisogna prevedere una tappa unica da Vinadio a Sambuco, tralasciando la salita al forte Neghino ed al Monte Nebius (quest’ultimo fattibile il giorno dopo da Sambuco). Si inizierà quindi imboccando direttamente il vallone di Neraissa attraverso la “Portassa” del Forte Albertino. Voluto da re Carlo Alberto e costruito tra il 1834 e il 1847, il Forte rappresenta un capolavoro dell’ingegneria e della tecnica militare. Oggi ospita il percorso multimediale Montagna in Movimento, le cui le installazioni invitano a ripercorrere il passato della cultura di montagna per riflettere sul presente e muoversi nello spazio e nel tempo per “sentire” quell’originale interazione tra i luoghi e gli uomini, tra la natura e la storia che ha fatto delle Alpi una culla di civiltà montanara. Si oltrepassa una chiesetta e poco oltre, in un tornante, si imbocca a destra una strada sterrata che, proseguendo parallela al rio, si ricongiunge all’altezza di un ponticello al percorso di seguito descritto. Da Vinadio si prende via Divisione Cuneense, che alla fine del paese piega verso Nord-Est in salita; dopo circa 500 metri si trova una strada sterrata sulla sinistra e la si prende. Con una serie di tornanti si procede per un ripido pendio. La strada sterrata finisce in una larga e panoramica area in cui sorge il piccolo forte Neghino, che permetteva di avvistare eventuali attacchi da monte al Forte di Vinadio. Dietro al fortino la strada si trasforma nuovamente in un piccolo sentiero che svolta verso Nord, inizialmente in un pendio parallelo e poi leggermente in discesa verso il vallone laterale di Rio Borbone. Il sentiero prosegue verso il ruscello di Rio Borbone e lo attraversa, raggiungendo la valle laterale di Neraissa. Si perviene alle rovine di Lentre d’Adrecchio e si supera il rio di Neraissa su un ponte per incontrare poi una stradina che si prende verso destra in salita fino a raggiungere le rovine di Lentre Soprano (1.162m). Una volta giunti alla fine del paesino, non si deve prendere l’ampio e perpendicolare sentiero che si snoda in direzione Nord, ma quello a sinistra, più stretto e ripido. Il sentiero si fa sempre più panoramico e libero da piante e arbusti, finché si raggiungono prima un pilone e quindi le rovine di Castellar (1.370m). Il sentiero prosegue dentro il paesino e finisce nella strada asfaltata, quella che si era abbandonata prima per andare verso Lentre. Dopo una curva decisa il paesaggio cambia di nuovo in modo netto e si sale verso una piana ad altitudini elevate con il Monte Nebius (2.600m) sullo sfondo. Poco prima di arrivare al paesino di Neraissa Inferiore, sulla parte sinistra della strada si scorge un edificio di pietra, il vecchio forno del paese. Il posto tappa qui si trova direttamente presso la cappella del paesino.

Rifugio Neraissa / Monte Nebius / Rifugio Neraissa

Tempo di percorrenza: 5h 30’
Dislivello: 1.200 m
Dal Rifugio Neraissa si segue la strada militare verso Neraissa Superiore. Prima dell’ultima casa del borgo si svolta a sinistra e dopo circa cento metri si raggiunge la strada sterrata che conduce al rifugio Nebius (1.597m), non ancora aperto al pubblico. Alla fine di questa strada, poco prima del rifugio, inizia il sentiero P12, segnalato in giallo, che porta verso Rio Combalet, per poi piegare a sinistra e continuare verso il vallone Nebius. Dopo circa un’ora di cammino si raggiungono un caseggiato alpino e sporadici larici. Qui scorrono anche numerosi ruscelletti che nascono dal sottosuolo. Si prosegue in questa conca, dominata sulla destra orografica da un’imponente parete di roccia; qui occorre fare attenzione perché è facile perdere la traccia del sentiero. Si supera la ripida fine della conca e percorrendo una serie di tornanti si guadagna il Colle Moura delle Vinche (2.434m). Questo passo costituisce lo spartiacque tra il vallone Nebius e il vallone degli Spagnoli, che porta verso Sambuco. Dal passo si abbandona il sentiero P12, si procede verso sinistra e si segue una traccia di sentiero, segnalato in blu, fino alla fine della cresta. Qui si prende quindi il sentiero verso destra segnalato con tacche rosso-bianche e si scende di pochi metri sulla sella sotto la cima. Dopo una breve salita su fondo roccioso si arriva alla spalla Sud-Est, e dopo cento metri si raggiunge la cima del Monte Nebius (2.600m). Da qui si può ammirare un magnifico panorama delle Alpi Cozie (con il Monviso), Marittime e della valle Stura. Il ritorno verso il rifugio Neraissa si effettua percorrendo a ritroso il percorso descritto.

Rifugio Neraissa / Sambuco

Tempo di percorrenza: 4h 30’
Dislivello: 850 m
Da Neraissa Inferiore si prosegue sulla strada ex militare che, poco prima di Neraissa Superiore svolta a sinistra e, con una serie di ampi tornanti, si innalza verso il Colle di Neraissa (2.015m). Dal passo è possibile, in circa trenta minuti, salire alla panoramica cima del Monte Autes (2.286m). La discesa verso Sambuco inizia su un comodo sentiero che attraversa dei pendii franosi prima di giungere al colle della Chiardoletta (1.761m), avendo cura di trascurare il sentiero che poco prima del colle si stacca a sinistra (che conduce comunque anch'esso alla borgata Chiardoletta). Dal colle il sentiero divalla rapidamente sino a giungere alla borgata Chiardoletta; da qui una strada sterrata porta ad attraversare il rio della Madonna e, andando a sinistra, si giunge in breve a Sambuco (1.184m).

Sambuco / Pontebernardo

Tempo di percorrenza: 4h
Dislivello: 550 m
Si lascia Sambuco prendendo la strada principale in direzione Ovest, si svolta a destra nel penultimo vicolo e si segue una mulattiera che, regalando un’incantevole vista sulla valle Stura, con una leggera salita porta al vallone laterale del Rio Bianco. Disegnando un arco si arriva a Moriglione di Fondo (1.400m), e quindi a Moriglione San Lorenzo (1.414m). Qui si prosegue a destra sulla sterrata che porta agli alpeggi; dopo il primo tornante, la si lascia per imboccare a sinistra un sentiero che conduce verso la frazione Castello di Pietraporzio. Il cammino si snoda a mezzacosta attraverso un bosco di pino silvestre sino ad incontrare una strada sterrata che con una breve discesa porta alla frazione di Pietraporzio. Seguendo il simbolo dell'Ecomuseo della pastorizia, la pecora nera, si raggiunge una casa isolata di colore rosa. Poco oltre il sentiero si divide e, tenendo la destra, si inizia a salire sino a giungere ad una “truna” (grotta artificiale). Si mantiene la sinistra e iniziando la discesa si attraversa il fiume Stura per giungere in breve a Pontebernardo, il paese dove è cresciuta la campionessa di sci di fondo Stefania Belmondo, indubbiamente la sportiva più celebre della valle Stura. Con un ulteriore breve tratto di cammino è possibile raggiungere Pietraporzio (1.246m), e da qui proseguire con la dodicesima tappa.

Pontebernardo / Rifugio della Gardetta

Tempo di percorrenza: 5h 30’
Dislivello: 1.300 m
Si lascia Pontebernardo in direzione Ovest risalendo sulla SS 21 per breve tratto. Si evita il tunnel delle Barricate seguendo l’antico tracciato delle statale che passa nella spettacolare gola e percorrendo ancora due tornanti della strada si giunge, sulla destra, all’inizio del sentiero GTA che risale la fonda dell'Oserot toccando case Serre (1.496m) prima e le rovine di Servagno (1.736m) poi. Si sale ancora in direzione Nord-Est sul percorso GTA che svolta poi in maniera decisa verso Nord e conduce prima al gias dell’Oserot, poi all’omonimo lago (2.305m) quindi si innesta alla ex militare. Procedendo verso destra si raggiunge il passo di Rocca Brancia (2.620m); da qui seguendo la rotabile a sinistra si giunge al passo della Gardetta (2.431m) e quindi, a destra, si scende al rifugio omonimo (2.335m).

Rifugio della Gardetta / Villaggio Primavera

Tempo di percorrenza: 9h
Dislivello: 800 m
Dal Rifugio della Gardetta si procede sulla strada militare in direzione Ovest e in breve si raggiunge il Passo della Gardetta. Qui si abbandona la strada militare per svoltare a destra e seguire il percorso GTA, che in questo tratto coincide con i Percorsi Occitani della valle Maira, in direzione Nord- Ovest. Si oltrepassa la valle laterale di Unerzio e si perviene ai bunker di Prato Ciorliero (1.955m). Qui si incontra una strada sterrata verso destra. In breve si giunge ad una biforcazione in corrispondenza della quale si lascia la GTA per proseguire verso sinistra. Dopo un tratto il sentiero piega verso Ovest e sale verso il Passo dell’Escalon. Si procede per un tratto alquanto lungo in direzione Nord-Ovest per poi risalire in direzione sud verso il Colle della Scaletta (2.641m). Pochi metri prima della sponda del lago si incontra il percorso P41, che si deve seguire verso sinistra. Si procede in direzione Sud-Est, in parallelo alla sponda Est del lago superiore di Roburent (2.462m); ci si lascia il lago alle spalle e in breve si guadagnano anche gli altri due laghi di Roburent (2.360m e 2.330m). Si passa vicino alla sponda Ovest dei laghi e poco dopo il sentiero svolta verso Ovest. Si supera Rio Roburent e, andando in direzione di una malga (P41), si inizia a salire verso il punto panoramico della Tinetta. Da qui in ripida discesa si giunge ad Argentera (1.684m). Da Argentera si scende per circa 300 metri sulla SS 21 sino ad incontrare sulla destra una stradina che, oltrepassato il fiume Stura, svolta decisamente a sinistra e, proseguendo paralleli al corso d'acqua, si giunge agli impianti sciistici di Bersezio. Si riattraversa il fiume e, percorso un breve tratto di SS 21, si entra in Bersezio. Qui, all’altezza del mulino, si svolta a destra e superando lo Stura su di un ponticello in legno si prosegue praticamente in piano sino ad entrare in un bosco attraverso il quale un sentiero conduce alla case alte del Villaggio Primavera e da qui su asfalto all’Hotel Roburent, posto tappa (1.624m).

Villaggio Primavera / Monte Enciastraia / Ferrere

Tempo di percorrenza: 7h
Dislivello: 1450 m
Di fianco all’Hotel Roburent ha inizio la strada sterrata che porta nel vallone del rio Forneris. Dopo circa due chilometri la strada si trasforma in sentiero ed inizia a salire in direzione Sud-Ovest. Poco prima di raggiungere una cascata il sentiero svolta in direzione Nord-Ovest; si supera il Rio di Ferrere su un ponte e in breve si giunge a Ferrere (1.869m), il paesino più in quota della valle Stura e una delle borgate più belle delle montagne cuneesi. Dalla chiesa si seguono le indicazioni per il colle del Ferro - Laghi di Vens; circa 100 metri dopo il paesino, prima che il sentiero, in leggera discesa, attraversi il rio, si devia a destra in direzione Ovest. Si prosegue in questa direzione sino a giungere al Gias di Colombart (2.231m) e proseguendo su quello che resta di una strada ex militare si sale alla Bassa di Colombart (2.461m). Si segue quindi il sentiero che, verso Ovest, con breve traverso porta al Colle del Puriac (2.506m), che segna il confine italo- francese. Dal colle si prosegue in direzione Ovest su un sentiero segnalato in rosso e giallo, poco sotto lo spartiacque e il confine. Il sentiero svolta quindi verso Nord-Ovest, passa alla base della Rocca dei Tre Vescovi, ed a circa 2.650 m di altitudine presenta una diramazione. Tralasciando le tracce di sinistra che salgono alla Rocca si affronta, in direzione Nord-Est, un ripido pendio che porta ad un colletto dal quale svoltando a sinistra per facile e ampia cresta si perviene alla cima del Monte Enciastraia (2.955m). Il ritorno a Ferrere avviene per la via di salita.

Ferrere / Pietraporzio

Tempo di percorrenza: 5h 45’
Dislivello: 700 m
Da Ferrere ci si incammina in direzione del colle del Ferro. Appena imboccato il vallone del rio Forneris, si abbandona il percorso P45 e scendendo a sinistra verso il rio, lo si attraversa. Si tralascia il sentiero che a sinistra porta al Becco Rosso e poi a Pontebernardo e si prosegue, a destra, verso il colle di Stau. Da qui, prima su sentiero poi su stradina, si scende ai prati del Vallone (1.750m), dove si trovano il rifugio Talarico e la casa per ferie Regina delle Alpi, punti di partenza per alcune interessanti escursioni. La discesa del vallone avviene sulla strada ex militare, prima sterrata poi asfaltata, che porta a Pontebernardo in circa un’ora. Giunti alla frazione di Pietraporzio si entra in paese e da piazza Ubac si scende a destra in via Bacias. Raggiunta la SS 21 la si attraversa e su comoda pista forestale, dopo aver attraversato il rio dei prati del Vallone, costeggiando il fiume Stura, si giunge a Pietraporzio (1.246m).

Pietraporzio / Bagni di Vinadio

Tempo di percorrenza: 6h
Dislivello: 1.200 m
Da Pietraporzio si sale verso il Pian della Regina sulla comoda strada ex militare che percorre il vallone del Piz. Pochi metri oltre il secondo ponte, già in vista del pianoro, si svolta a sinistra imboccando il vallone del Costis. Il segnavia P25 indica la strada da seguire che sale ripida costeggiando il rio. Si supera un’opera di captazione delle acque e si giunge a delle trune a quota 1.900 m. Il sentiero continua sul fondo del pianoro costeggiando un lariceto in direzione Sud- Est, si supera il bosco e si sbuca in vista del colle che si raggiunge dopo alcuni tornantini. Dalla colletta Bernarda (2.395m) chi lo desidera può raggiungere seguendo tracce di sentiero la panoramica e pianeggiante cima del Monte Vaccia (2.472m), altrimenti dal passo si svolta a sinistra e, in leggera discesa, si raggiunge un diroccato ricovero ex militare, dove si innesta sulla mulattiera P25 il sentiero P56 proveniente da Sambuco. Da qui seguendo il percorso GTA si scende con una serie di serpentine verso la borgata Luca prima e Besmorello poi e quindi a Bagni di Vinadio (1.305m). Un tonificante bagno nelle piscine termali potrebbe essere un degno finale di gita.

Bagni di Vinadio / Sant’Anna di Vinadio

Tempo di percorrenza: 6h 45’
Dislivello: 1.300 m
Dai Bagni di Vinadio si prosegue sulla strada che conduce verso San Bernolfo. Giunti al bivio per la borgata Callieri, la si abbandona per proseguire sulla sinistra e, attraversato il rio ci si innalza seguendo il percorso P19 che risale il vallone di Tesina. A quota 1.947 m si incontra la capanna di Tesina; qui il vallone si divide in due e, trascurando a destra il sentiero P20 che percorre il vallone Gorgia dei laghi verso il Passo del Bue, si prosegue verso Sud-Est. Inoltrandosi nel Vallone Roccias Lion e transitando in mezzo al pietrame si arriva al Passo di Tesina (2.400m). Il santuario è poco più in basso ma merita imboccare, sulla destra, la spettacolare mulattiera che porta prima alla caserma del Saboulè e poi al soprastante colle Saboulè (2.460m), sullo spartiacque Stura – Tinée. Sconfinando in territorio francese si percorre un breve traverso che, in leggera discesa, porta al lago Lausfer soprano, quindi ad ammirare i Lausfer inferiori (o lacs Varicles). Con breve salita si rientra in territorio italiano attraverso il colle del Lausfer, (2.378m). Una mulattiera prima ed una carrareccia poi conducono al colle di Sant’Anna (2.308m). Da qui, percorrendo la ex militare, si scende verso il lago del colle di Sant’Anna e quindi, in breve, si giunge alla roccia dell’apparizione e poi al santuario più alto d’Europa (2.010m), che ogni anno richiama numerosi fedeli e turisti, che lo raggiungono con ogni mezzo.

Sant’Anna di Vinadio / Rifugio Città di Ceva al Malinvern

Tempo di percorrenza: 5h 30’
Dislivello: 700 m
Si lascia il Santuario sulla strada asfalta che sale verso la statua dell’apparizione e poi su strada sterrata (GTA) si prosegue verso il lago del Colle di Sant’Anna. Poco oltre il lago occorre tenersi a sinistra alla diramazione e abbandonare la strada sterrata che porta al Colle di Sant’Anna. Si procede in direzione Sud-Est e si sale sulla vecchia strada militare ben segnalata che conduce verso la Cima Moravacciera (2.407m). Si segue ora il confine italo- francese sul sentiero in direzione Sud-Est; il percorso è molto panoramico e permette di osservare anche la stazione sciistica di Isola 2000, in territorio francese. Si raggiunge quindi la strada asfaltata in prossimità del Colle della Lombarda (2.351m). Si percorre in leggera discesa la strada provinciale fino a quando si incontra, a destra, un sentiero (P14) ben visibile che si dirama in direzione Est e con numerosi tornanti si sale verso il Passo d’Orgials (2.600m). Da qui è caldamente consigliata una piccola deviazione verso la vicina Cima d’Orgials (2.647m); tornati sui propri passi, si scende verso i Laghi della Valletta (2.291m), visibili già dal passo, e si raggiunge in breve un tratto pianeggiante. Occorre quindi svoltare a sinistra appena sotto i laghi in direzione Nord e salire su un sentiero che percorre la spalla sinistra della valle. Si raggiunge un bosco di larici e, su un sentiero evidente che presenta vari tornanti, si perviene al rifugio Città di Ceva al Malinvern (1.839m).

Rifugio Città di Ceva al Malinvern / Vinadio

Tempo di percorrenza: 4h
Dislivello: 1.300 m
Si lascia il rifugio sulla strada sterrata che, in direzione Nord, discende il vallone di Riofreddo. Dopo circa 40 minuti di cammino la strada diventa asfaltata. Si supera la diga ENEL e poco sotto l’imponente sbarramento in cemento, a quota 1.080 m circa, si svolta a destra sulla strada che risale verso l’invaso. Si supera il rio e al secondo tornante, in corrispondenza dell’inizio del camminamento coperto di servizio alla diga, la si abbandona per imboccare sulla sinistra una comoda pista forestale. In breve si giunge al forte Serziera, (1.244m), costruito sul finire del 1880 per completare, con il Forte Albertino e la batteria Neghino, lo sbarramento della valle Stura. Dal forte si risale brevemente sulla strada ex militare; giunti ad un bivio, si prende a destra e si inizia a scendere. Dopo pochi chilometri si incontra la provinciale della destra Stura, si supera il ponte in ferro ed in breve si entra in Vinadio (904m).

Vinadio / Perdioni

Tempo di percorrenza: 5h
Dislivello: 100 m
Si imbocca la strada che, transitando davanti alla caserma dei Carabinieri e fiancheggiando le mura del Forte, scende verso il campo sportivo e la pista di pattinaggio. Oltrepassato il terreno di calcio si svolta a sinistra e camminando paralleli al fiume Stura si giunge alla strada provinciale. Si svolta quindi a destra e immediatamente oltrepassato il ponte in ferro si svolta a sinistra su una strada sterrata; si costeggia il fiume fino a che lo sterrato devia a destra. Si ritorna sulla provinciale che, svoltando a sinistra, si percorrerà per poche decine di metri per imboccare, a sinistra, nuovamente una strada sterrata che andando a costeggiare il fiume giungerà ad un ponte. Si svolta a destra su strada asfaltata e si arriva al centro fondo Aisone. Si procede a sinistra sulla SP 337 per pochi metri e poi a destra per il Pinet. Si incomincia a salire fino ad incrociare, sulla sinistra, una strada sterrata che si percorrerà fino ad una centrale idroelettrica privata. Si supera un rio e si raggiunge nuovamente una strada asfaltata, che si percorre in discesa fino al bivio per la borgata Paluc. Si procede a destra e, oltrepassata la borgata, si svolta a sinistra per Perdioni e si ritorna sulla provinciale che, percorsa verso valle (a destra) porta in breve alla Locanda La Randoulina, sede del posto tappa (780m).

Perdioni / Pianetto

Tempo di percorrenza: 5h
Dislivello: 600 m
Dalla Locanda La Randoulina si prende a destra per 700 metri sulla SP 337, quindi sulla destra si imbocca una strada in direzione Bergemolo (1.213m), che si raggiunge dopo circa tre chilometri. In corrispondenza della chiesa e di un olmo secolare si svolta a sinistra per guadagnare la parte vecchia di Bergemolo. La strada da asfaltata diventa sterrata; all’incrocio successivo si svolta a sinistra su una strada sterrata. Si prosegue ora in direzione Est in una faggeta. Si perviene ad una diramazione e ci si mantiene sulla destra; si prende a scendere e si prosegue finché la strada ritorna asfaltata e poi diventa nuovamente sterrata. Si prosegue in salita verso Sud fino ad imboccare, a sinistra, una stradina che conduce alla cappella di Madonna della Consolata (992m).Oltrepassata la cappella e un pilone in direzione Est, la strada diventa mulattiera, e scende in un bosco di castagni. Agli incroci successivi bisogna mantenere la destra. La mulattiera diventa ora una strada sterrata e poco dopo, a Festiona, raggiunge nuovamente una strada asfaltata. La si supera e si prosegue verso il vecchio forno di Festiona. Si continua a scendere verso il fondovalle e, oltrepassata Festiona (753m), si attraversa il fiume Stura. Poco dopo il ponte si svolta a destra su una strada sterrata e si prosegue in mezzo ai prati fino a raggiungere la Locanda Reino Jano a Pianetto (700m).

Pianetto / Stiera

Tempo di percorrenza: 4h
Dislivello: 300 m
Si attraversa la SS 21 e si prende la strada asfaltata sul lato opposto che conduce verso San Lorenzo (749m). Dalla cappella di San Lorenzo si svolta a destra e si raggiunge il vecchio forno. Qui si prende sulla destra la strada sterrata; dopo circa 100 metri si ignora l’incrocio e si procede diritti in direzione Est. Poco dopo si gira a sinistra e la stradina diventa sentiero che si innalza in un bosco fino a raggiungere lo spartiacque in corrispondenza della cappella della Madonna dell'Incoronata (1.017m), splendido punto panoramico sulla media valle. Alle spalle della chiesetta inizia una comoda strada sterrata che, dopo circa un chilometro, raggiunge Tetti Spà. Qui la strada diventa asfaltata e scendendo verso valle giunge a Moiola (689m). Svoltando a sinistra in via Boschero si raggiunge in pochi minuti la SS 21 che si segue sulla pista pedonale con direzione Gaiola. Si attraversa la statale in corrispondenza del cimitero e seguendo le indicazioni si imbocca la strada che porta al centro rafting di Stiera (672m).

Stiera / Borgo San Dalmazzo

Tempo di percorrenza: 4h
Dislivello: 300 m
Si lascia Stiera sulla strada sterrata che scende verso il fiume Stura. All’incrocio si svolta a sinistra e costeggiandolo si arriva, in breve, ad un ponte pedonale che permette di passare sulla sponda opposta. Lo sterrato continua fiancheggiando il fiume e poi si innalza. In un tornante si stacca a destra una stradina che conduce alla provinciale della destra Stura, si svolta a destra e poi a sinistra per Bedoira (738m). Attraversata la borgata verso valle, dopo le ultime case si imbocca sulla destra una strada sterrata. All’altezza di Tetti Lunghe si arriva ad un incrocio al quale si svolta a destra, iniziando a salire in un bosco di castagni così come al successivo incrocio. La pista forestale prosegue con alcuni tornanti e raggiunge un ciabot. Si continua a salire; la pista diventa sentiero e, transitando vicino ad una piccola costruzione in cemento, sbuca in un prato e raggiunge una strada sterrata che percorsa verso sinistra porta a Tetti Avvocato. Continuando su asfalto si oltrepassano Tetti Tendias (960m) e si raggiunge la strada che scende verso Borgo San Dalmazzo. Si procede a sinistra e dopo circa 150 metri si svolta di nuovo a sinistra su sterrato; poco oltre una casa isolata si svolta a destra per sbucare, dopo circa venti minuti, nuovamente sulla strada asfaltata. Si prosegue a sinistra verso la Casa di cura e poche decine di metri oltre l'ingresso della clinica si abbandona l’asfalto per andare a destra in leggera salita e raggiungere il crinale. Si oltrepassa un traliccio e si scende nel parcheggio del Santuario di Monserrato. Dopo una sosta per ammirare la chiesa ed il panorama tornando allo sbocco del sentiero si trovano le indicazioni che segnalano la discesa su via Rivetta e da lì, andando a sinistra, alla stazione ferroviaria di Borgo San Dalmazzo.

Ricettività e punti tappa

L’itinerario si svolge sul territorio dei comuni della valle. Informazioni sulla ricettività saranno fornite dagli uffici turistici della valle che sapranno indirizzare gli escursionisti in base a tipologie di struttura e possibilità di spesa. L’associazione Lou Viage, a cui aderiscono numerosi esercizi, dispone di un centro unico di prenotazione per le strutture associate.

Comunità Montana Valle Stura - ufficio turistico di valle
Luogo Demonte, via Divisione Cuneense 5
Info (+39) 0171 955555; www.vallestura.cn.it; segreteria@vallestura.cn.it
Ufficio turistico Ente Fiera Fredda
Luogo Borgo San Dalmazzo, via Vittorio Veneto 19
Info (+39) 0171 266080; www.fierafredda.it; info@fierafredda.it
Altri uffici turistici
Luogo Demonte, via Martiri e Caduti per la Libertà 22
Info (+39) 0171 95127; proloco.demonte@libero.it
Luogo Vinadio, piazza Vittorio Veneto
Info (+39) 334 1628914; turismo@comune.vinadio.cn.it
(aperto luglio/agosto)
Centro unico di prenotazione Associazione Lou Viage
Info (+39) 320 5359929
Approfondimenti
"Partiamo per Lou Viage – Itinerario alla scoperta della Valle Stura" di Giovanni Mozzi

Dai circa 600 metri di Borgo San Dalmazzo ai quasi 2000 - 1996 per la precisione – del Colle della Maddalena (Col de Larche per i francesi) la Valle Stura di Demonte, con i suoi 60 chilometri di strada statale, si inserisce tra le Alpi Cozie Meridionali e le Alpi Marittime.

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