Attenzione, le informazioni contenute in questo sito sono aggiornate al 31/12/2015.

Grande Traversata delle Langhe

Un sentiero per scoprire le Valli Belbo, Bormida e Uzzone

L’itinerario è segnalato con tabelle che riportano il logo “Gtl” e le distanze chilometriche dalla partenza e dall’arrivo oltre che dai paesi più vicini. Sono inoltre presenti tacche in vernice (rosso-bianco-rosso) su alberi, muretti e pali. Nel tratto Saliceto – Cortemilia la Grande Traversata delle Langhe ricalca il percorso del “Sentiero della Valle Bormida” (sostituendone anche la cartellonistica) di cui è l’ideale completamento. Inoltre costituisce il tratto finale del percorso escursionistico “Via dei feudi Carretteschi” che unisce Liguria e Piemonte (precisamente Finalborgo con Santo Stefano Belbo), con uno sviluppo totale di 134 chilometri.


  • Numero tappe: 11
  • Difficoltà: turistico
  • Dislivello +1.253 / -1.034 m
  • Segnaletica: tacche bianco-rosse
  • Adatto a famiglie
  • Adatto a biker
  • (+39) 0173 799000
  • www.altalanga.cn.it
Descrizione del pecorso

L’itinerario escursionistico denominato “Grande Traversata delle Langhe” unisce Saliceto a Santo Stefano Belbo; percorre le dorsali che separano le valli Bormida ed Uzzone prima e Belbo e Bormida poi; con i suoi quasi 60 Km di sviluppo totale costituisce un percorso valido sia per l’escursionista a piedi che in mountain bike. È ideale proprio per quest’ultimo mezzo: con un buon allenamento è percorribile tranquillamente in un paio di giorni, senza particolari difficoltà tecniche (è consigliabile da Saliceto verso Santo Stefano Belbo, con le salite su asfalto e le discese su sterrato).

Mappa dell'itinerario
Tappe dell'itinerario
DA SALICETO A SANTO STEFANO BELBO
Da Saliceto a Gottasecca

Lunghezza: 12,55 km
Dalla piazza del Municipio (m. 389) si segue la statale che attraversa il paese (in direzione di Cortemilia) e si imbocca a destra via Moizo. Dopo poche centinaia di metri, si piega decisamente a sinistra, verso la collina sovrastante. La strada sale con tornanti fino a raggiungere alcune cascine dopo le quali ha termine l’asfalto. Su inghiaiata si segue la cresta pianeggiante della collina fino al caratteristico pilone votivo “della Madonnina”, posto sulle stratificazioni rocciose affioranti in quel tratto. Dopo pochi metri si abbandona l’inghiaiata per imboccare, a sinistra, un più rustico tracciato, caratterizzato, per un breve tratto di salita, da un lastricato irregolare. Un lungo tratto nel bosco, nuovamente pianeggiante, consente di guadagnare gli ampi coltivi di cresta, in un punto molto bello dal punto di vista panoramico. Giunti ad un quadrivio lo si attraversa, proseguendo sull’ inghiaiata lungo la dorsale, fino a tornare nel bosco. Ci si mantiene sulla cresta, seguendo la strada più evidente (numerose diramazioni sono state create per il taglio del legname) e, piegando verso sinistra, si raggiunge in breve l’asfalto. Il percorso prosegue a destra e sale fino a portarsi negli estesi pascoli della cascina Baraccone, con il suo solitario pilone votivo. Al successivo bivio si imbocca la stradina che prosegue a sinistra e, sempre trascurando alcune deviazioni, si raggiunge in breve un quadrivio poco marcato. Si segue il tracciato a sinistra e, in leggera discesa, si supera a mezza costa il Bricco Baraccone. Abbandonata la stradina è necessaria attenzione nell’ultimo tratto, più stretto, (se si percorre il sentiero a cavallo o in mountain bike) a causa di alcuni”gradini” sassosi. In breve si sbuca sul colle dominato dall’edicola votiva detta “delle Quattro Vie”, punto di passaggio tra le valli Bormida ed Uzzone. Attraversato l’asfalto si passa proprio di fronte al pilone e si segue la strada inghiaiata che, dopo pochi metri di discesa, sale lievemente fino a portarsi ad una caratteristica “selletta”. Il sentiero, ora sterrato, prosegue a destra, mantenendosi nel bosco e, al primo bivio, sale a sinistra, con un tratto spesso fangoso, fino in prossimità della cresta. Un lungo saliscendi, attraversando il bosco (composto da faggi, castagni, radi pini e, sul finire, da cerri e roverelle), consente di guadagnare un bivio: si scende a sinistra, fino a raggiungere alcuni coltivi da cui si può scorgere, in basso sulla destra, il Santuario di Gottasecca. Si scende sulla sterrata fino ad incontrare un bivio poco evidente: si prosegue verso destra e, dopo aver attraversato un minuscolo rio, con una deviazione verso sinistra, si sbuca negli ampi spiazzi che fanno da corona all’antico santuario della Madonna di Gottasecca. Una sosta per godere la tranquillità del luogo è quasi d’obbligo: si raggiunge quindi il sacro edificio, approfittandone per rifornirsi di acqua alla fontana adiacente. Per raggiungere il paese è necessario ritornare sui propri passi, salendo su asfalto fino al bivio posto sulla cresta; si sale quindi verso sinistra per alcune centinaia di metri e, giunti ad un bivio, si piega a sinistra. Nella curva successiva, si stacca una strada sterrata a sinistra: seguendo la sterrata più evidente si raggiunge un gruppo di case ed una fonte; sempre in lieve salita, si superano tratti di acciottolato fino a tornare sulla cresta nei pressi della prima casa del paese. Si volta a sinistra, su asfalto, per scendere di pochi metri fino a raggiungere il concentrico di Gottasecca. Si attraversa la circonvallazione e, passando tra due file di case, si arriva sulla piazza del paese (fontana, m. 710).

Da Gottasecca a Prunetto

Lunghezza: 7,5 km
Sviluppo del tratto: 7,5 km Sviluppo complessivo: 20,05 km Dalla piazza di Gottasecca ci si inerpica sulla stradina che porta al cimitero: in prossimità dell’ingresso di quest’ultimo si segue la carrareccia che si dirama in piano a sinistra (una deviazione per gli appassionati di storia: imboccando al primo bivio la diramazione a destra si potrà inoltre raggiungere il cocuzzolo su cui sorgono i ruderi dell’antico castello).. In questo tratto del percorso la Comunità Montana ha localizzato un “Percorso natura”: la descrizione dettagliata delle singole entità botaniche (facilmente individuabili con l’aiuto dei pali numerati) consente agli escursionisti di conoscere in modo più approfondito la flora di questo particolare ambiente Si segue la sterrata che, raggiunto un quadrivio in prossimità di un serbatoio dell’acquedotto, prosegue pianeggiante verso sinistra, inoltrandosi nel bosco. Si tralascia la diramazione che sale sulla sommità della collina per continuare il cammino verso destra e, guadagnata la cresta in una rada pineta, scendere fino ad un incrocio con la strada asfaltata per Prunetto. Si segue quest’ultima che, prima in piano, poi, superato il pilone, con una accentuata salita, permette di raggiungere il Bricco della Colma, splendido punto panoramico sull’alta Valle Bormida. Al quadrivio sulla sommità si abbandona l’asfalto per piegare decisamente a destra, sulla sterrata pianeggiante che si inoltra nel Bosco dei Faggi, particolarmente suggestivo nonostante i molti “tagli” operati in questi ultimi anni. Si consiglia vivamente una breve deviazione ad un evidente bivio a destra: un folto gruppo di grandi faggi creano un ambiente particolarmente suggestivo. È l’ultima località dell’ Alta Langa in cui si possono ammirare questi splendidi alberi: una volta molto più comuni, oggi sono relegati, in pochi esemplari isolati, nei valloni più umidi. Tornati sul percorso segnalato, si percorrono ancora pochi metri per uscire dal bosco in prossimità di una piccola area di sosta, con un’ampia ed improvvisa visuale sulla sottostante Valle Uzzone e sul castello di Prunetto, posto sulla collina di fronte. Si piega a sinistra, scendendo fino alla prima cascina della località Piani e, passati nel cortile, si scende su asfalto fino al bivio che porta alle case della frazione. La strada si snoda a sinistra, scendendo lievemente nel bosco e, aggirata tutta la testata della valle con un’ampia curva a destra, permette di raggiungere le case di Prunetto. Giunti al bivio presso il parcheggio di una trattoria si piega a destra per scendere di fronte alla chiesa parrocchiale (fontana, m. 672).

Da Prunetto a Bergolo

Lunghezza: 9,25 km
Sviluppo del tratto: 9,25 km Sviluppo complessivo: 29,3 km È necessario percorrere un breve tratto della provinciale verso Levice (250 metri circa) per imboccare, a sinistra, Via Castello che, ripida e tortuosa, porta all’arco d’ingresso dello splendido castello, sulla sommità della collina (m 750). Edificato dai marchesi Del Carretto è da pochi anni di proprietà del Comune (è visitabile la domenica e su prenotazione); è possibile comunque ammirarlo dall’esterno salendo dalla vicina chiesa ed attraversando l’ampio pratone. Castello e chiesa (romanica di fondazione e dedicata in origine a San Lorenzo) costituiscono uno dei più bei complessi monumentali delle Langhe e consentono di ammirare un panorama veramente grandioso. Per seguire il percorso della “GTL”, passati di fronte al cimitero, si scende fino a riguadagnare, nei pressi della frazione Serra, la provinciale per Levice; in questo tratto si percorre l’ampia cresta su asfalto. Raggiunta una bella area di sosta (fontana) la si supera e, al quadrivio immediatamente successivo, si sale sulla stradina al centro seguendo le indicazioni per “Bricco”. Dopo circa 400 metri si svolta a sinistra in uno slargo e si segue una stradina sterrata pianeggiante (poco evidente) che si inoltra tra due cortine di alberi, aggirando il cortile di una villa. Si costeggiano alcuni coltivi e si sbuca su di una strada inghiaiata. Pochi metri di discesa a sinistra consentono di raggiungere un bivio poco a monte della Cascina Coste, isolata tra ampi pascoli e giovani conifere. Trascurata la strada che porta alla cascina, si sale a destra, su asfalto, lungo le pendici del Bricco delle Forche, fino alla cresta. Si procede a sinistra, sulla strada pianeggiante che si inoltra nel bosco, mantenendosi sulla dorsale per un lungo tratto pianeggiante. È necessario superare un ripido strappo e, con qualche saliscendi, raggiungere il pilone votivo del panoramico Pian della Croce, trascurando alcune diramazioni che scendono a cascine isolate. Un tratto di rotabile asfaltata porta ad una fontana ed al successivo quadrivio. Si attraversa l’asfalto e, nuovamente su inghiaiata, si continua lungo la cresta della collina; dopo un bivio si affronta una salitella ed un lungo e panoramico falsopiano e si scende fino ad una marcata sella, poco sopra le case di Levice ( gli ultimi metri, sconnessi, di questo tratto richiedono qualche attenzione). Si sale a destra per pochi metri su strada asfaltata, quindi, senza ulteriore dislivello, si attraversa un bel castagneto e, proseguendo a sinistra ad un bivio, si sbuca tra i coltivi in prossimità del Bricco Massimino, dominato da una cascina isolata. La strada si fa più ampia e asfaltata: con una veloce discesa nel bosco si raggiunge l’abitato di Bergolo nei pressi degli impianti sportivi e del campeggio. Ancora pochi metri e si guadagna la piazzetta del paese (fontana, m 616).

Da Bergolo a Cortemilia

Lunghezza: 5 km
Sviluppo del tratto: 5 km Sviluppo complessivo: 34,3 km Dalla piazzetta del paese si sale fino a raggiungere la chiesetta romanica dedicata a San Sebastiano. Si costeggia, a destra, il muro del cimitero e si segue la cresta pianeggiante fino ad un modesto rilievo (croce in legno). Si scende a sinistra, seguendo un sentiero tra i pini, fino ad una più evidente sterrata e, verso destra, si guadagna un bivio fino ad immettersi su di un’inghiaiata; trascurata la ripida sterrata che porta verso il Bricco delle Forche, si scende fino alla cascina Fontana (anticamente cascina Vicario). Passati davanti al portone si percorrono un paio di curve e, con un lungo traverso, si taglia tutta l’ampia conca per scendere infine verso un caratteristico bricco, contraddistinto da una rada pineta. Pochi metri prima di raggiungere una selletta è necessario imboccare un sentiero poco evidente che si stacca a sinistra, immergendosi nel bosco, molto bello, fino a guadagnare una recente strada sterrata. Questa ha termine in prossimità di una cascina isolata; si sale per pochi metri sulla strada inghiaiata fino ad incontrare, subito dopo la recinzione, una sterrata che scende a destra. Da questo punto l’ itinerario si fa più impegnativo, in particolare per chi lo percorre in bicicletta o a cavallo: è infatti abbastanza ripido e con tratti dal fondo pietroso. Si deve imboccare la ripida stradina a destra, piegare a sinistra dopo pochi metri e seguire il filo di cresta, ai bordi del bosco, fino al termine del pianoro. Il viottolo entra nel fitto degli alberi e, piegando a sinistra, scende fino ad incontrare un piccolo rio. Lo si attraversa e si procede in piano costeggiando un bel muretto a secco. Passati alcuni terrazzamenti (coltivati a vigneto) si affronta una discesa a tratti lastricata e si raggiunge una strada bitumata. La si segue a sinistra fino ad incontrare, dopo circa 300 metri, una sterrata che scende a destra. Questa consente di perdere rapidamente quota verso Cortemilia: ancora a destra, ad un bivio non molto evidente, su un fondo sassoso (spesso rovinato dallo scorrere delle acque), e con un lungo traverso si raggiungono le prime case di Cortemilia. Ad un quadrivio si imbocca la strada inghiaiata in discesa ed un ultimo tratto di asfalto, in piano tra i condomini, riporta alla provinciale abbandonata a Bergolo. La si attraversa e, infilandosi in una stretta viuzza pedonale, si sbuca nella centralissima Piazza Savona (m. 250).

Da Cortemilia a Castino

Lunghezza: 8,7 km
Sviluppo del tratto: 8,7 km Sviluppo complessivo: 43 km Da Piazza Savona occorre seguire la via centrale, oltrepassare il Bormida sul ponte pedonale ed attraversare la bella piazza Molinari, quindi voltare a destra e, sull’angolo del municipio, seguire Corso Divisioni Alpine verso sinistra. Di fronte al complesso dell’ex convento di San Francesco si imbocca la stradina acciottolata che sale, chiusa tra alte mura. Al suo termine, in prossimità delle mura del castello, ridotto a ruderi imponenti, si sale a sinistra, su asfalto, costeggiando ampi terrazzamenti, fino a guadagnare la chiesetta di San Martino. Da questa, verso destra, si prende ancora quota, e, con alcune curve nel bosco, si raggiunge la sommità della collina. La strada si fa sterrata e pianeggiante. Si supera un incrocio, proseguendo sulla sterrata di cresta e si scende fino ad incontrare l’isolata Cà Rossa. Si piega a destra e, su asfalto, si percorre in leggera discesa la dorsale verso castino. Giunti al bivio con l’indicazione Cascina Lodola si abbandona l’asfalto per la sterrata che prosegue pianeggiante e, dopo un tratto di cresta, scende veloce su acciottolata fino a raggiungere le prime case del piccolo centro. Si piega a sinistra e, di fronte al municipio, si scende a destra in Via Negro, fino alla piazzetta al centro del paese (m. 567).

Da Castino a S. Stefano Belbo

Lunghezza: 14,1 km
Sviluppo del tratto: 14,1 km Sviluppo complessivo: 57,1 km Si segue via XX Settembre in direzione di Cossano Belbo e della frazione Scorrone; dopo circa 600 metri, poco oltre il cimitero, si sale a destra su di una ripida asfaltata, seguendo le indicazioni “S. Salvario”, fino a toccare l’antico pilone votivo. Al vicino quadrivio si prosegue dritto, su strada inghiaiata pianeggiante. Superata una bella cascina, recentemente ristrutturata, il percorso scende fino a toccare l’asfalto nei pressi delle case della località Castello. Si procede a sinistra per pochi metri e subito si riprende quota: alla biforcazione questa volta si sale a destra, seguendo le indicazioni per Vesime, su strada inghiaiata. Attraversato un bel castagneto il percorso prosegue quasi pianeggiante fino a scendere ad un quadrivio nei pressi della cascina Imperatore; ci si mantiene sulla dorsale, salendo faticosamente su sterrato per un breve tratto fino ad un muretto di pietra. Di qui, a sinistra, si raggiunge la sommità della cresta, dopo di che il sentiero, molto panoramico, si inoltra in un boschetto di querce e pini per scendere nuovamente ad un colletto ed all’asfalto (indicazioni strada Cadacanelli). Si prende quota su quest’ ultimo tracciato fino alla successiva sella (indicazione Strada Ghirardi) dove, tra le varie possibilità, si sale al centro con dolce progressione. Superata una piccola area di sosta ed un tratto di estesi coltivi, si imbocca,dopo circa 300 metri, (cartello indicatore strada Madovito) la strada asfaltata in salita alla nostra destra che consente di riguadagnare in breve l’ampia dorsale. Si procede tra i coltivi fino a giungere in prossimità del mammellone vitato su cui spicca la cascina Langa Soprana. Al primo bivio si scende a destra e, dopo circa 100 metri, si segue a sinistra l’indicazione per Santo Stefano Belbo. Questo tratto, caratterizzato dall’eccellente panorama sulla valle Bormida, che si apre alla nostra destra, consente di giungere ad un quadrivio, posto sempre sulla cresta. A questo punto si abbandona l’asfalto per imboccare, centralmente, la bella sterrata che, tra annose roverelle, porta all’ampio anfiteatro vitato sovrastante la cascina Borgna, aperto sulla valle Bormida. Si tralasciano le prime due diramazioni a sinistra, che entrano nel bosco, per salire, dopo pochi metri, tra bosco e vigna. Un tratto di sentiero con un bel fondo porta, con moderata salita, ad una piccola radura sulla sommità della collina. E’ necessario imboccare il sentiero che scende a sinistra, percorrendolo sino ad un’ampia insellatura ed alla strada asfaltata. La si segue a sinistra per un tratto molto panoramico, con salita poco evidente, puntando all’evidentissimo ripetitore posto sul Bric Bertrani (m. 621). Poco prima del muro di recinzione si scende a sinistra su strada bianca fino a raggiungere, su di un colletto, la cascina Cà nuova, con il monumento eretto a ricordo dei caduti in località Falchetto. Seguendo l’indicazione Rocchea si imbocca la stradina pianeggiante a destra che attraversa tratti di bosco ed i ripidi vigneti che scendono nella vallata, appunto della Rocchea, fino a raggiungere la frazione Monti. Subito dopo le case si piega a sinistra, seguendo l’ indicazione Torre; raggiunto un primo bivio (indicazione Casotto) ci si mantiene sulla strada a mezza costa puntando alla chiesetta di S. Libera e superata la frazione, si guadagna in breve il successivo quadrivio. Si scende verso Santo Stefano, ormai in vista, imboccando la ripida stradina a destra che, dopo aver ammirato gli imponenti ruderi della torre, con qualche tornante consente di arrivare alle case del centro storico. Imboccata via Marconi troviamo, subito a sinistra, la vivace Piazza Umberto I, punto di arrivo del percorso escursionistico (m. 170).

DA SANTO STEFANO A SALICETO
Da S. Stefano Belbo a Castino

Lunghezza: 14,1 km
Dalla centrale Piazza Umberto I° (m.170) si imbocca via Garibaldi si volta a destra e, costeggiato l’edificio blu (sede di Radio Valle Belbo) si sale con alcuni ripidi tornanti verso la torre medioevale. Raggiunto il quadrivio in prossimità della frazione di Santa Libera, si sale verso destra, in direzione della chiesetta, si trascura il bivio per la località Casotto, quindi si sale, ammirando la valle Belbo, fino alle case della località Monti. Si prosegue a destra sulla stradina pianeggiante, seguendo le indicazioni per Loazzolo, affacciandosi sulla Valle della Rocchea. Raggiunto il cippo dei caduti in località Cà Nuova si piega a sinistra e, percorsi pochi metri, si imbocca la strada inghiaiata che sale a destra verso alcuni serbatoi dell’acquedotto. La stradina costeggia un rio, quindi, superata la bella cascina , raggiunge la cresta della collina nei pressi dell’evidentissimo traliccio (m. 621). Si segue la cresta, scendendo verso destra, affacciandosi prima sulla valle Bormida, con l’Appennino Ligure sullo sfondo, poi sulla valle Belbo e sulle Alpi. All’incrocio successivo si abbandona l’asfalto per lo sterrato pianeggiante che si dirama a destra. Si percorre la cresta immergendosi, dopo aver costeggiato una vigna, nel folto del bosco. Raggiunta la sommità della collina si scende, tra la vegetazione, uscendone solo in prossimità di uno spettacolare anfiteatro vitato, aperto sulla valle Bormida. Costeggiandolo sulla sommità si guadagna nuovamente la cresta, seguendola fino a raggiungere un evidente quadrivio; si segue la strada asfaltata pianeggiante fino al successivo incrocio. Qui giunti si sale a destra, seguendo le indicazioni per Cossano Belbo e subito dopo si devia a sinistra, imboccando la stradina Cadacanelli. Dopo un lungo tratto di sommità, molto panoramico, la via scende al bivio con la strada Madovito. Si piega a sinistra e, passata una piccola area di sosta, con un paio di curve si guadagna il bivio di strada Ghilardi. Ci si mantiene sulla strada pianeggiante di cresta fino alla selletta successiva, nel cui quadrivio si abbandona l’asfalto per salire nel bel bosco di castagni che avvolge la collina. Percorsa la sommità della dorsale con un bel tratto di sentiero, dopo aver attraversato alcuni coltivi si piega a destra e si scende su sterrata fino ad un nuovo quadrivio posto in corrispondenza di una sella. Si percorre la strada inghiaiata pianeggiante che, mantenendosi prevalentemente nel bosco, scende ad un incrocio .Giunti sull’asfalto si piega a sinistra (indicazione Pallarea); subito dopo l’itinerario si innalza su inghiaiata e raggiunge prima una bella cascina ristrutturata poi il pilone votivo dedicato a San Salvario. Da questo, nuovamente su asfalto, si perde quota fino a toccare la strada provinciale e, proseguendo a sinistra,raggiungere le case del centro storico di Castino e la centrale piazzetta Buenos Aires (m. 567).

Da Castino a Cortemilia

Lunghezza: 8,7 km
Sviluppo del tratto: Km 8,7 Sviluppo complessivo: Km 22,8 Dalla piazzetta centrale di Castino (m. 567), posta a fianco della strada provinciale che collega Alba e Cortemilia (fontana), si percorre la breve rampa di Via Negro quindi si imbocca via San Rocco. Alla biforcazione successiva si sale a destra fino al termine dell’asfalto e, su uno degli ultimi tratti di acciottolata, si guadagna la panoramica cresta della collina. La si segue tra i coltivi, su sentiero, fino ad una stradina asfaltata; si piega a sinistra e, mantenendosi sulla cresta, la si segue fino a superare la casa isolata detta “Cà Rossa”. Al successivo bivio si deve piegare a sinistra, sull’inghiaiata pianeggiante che si immerge nel bosco, abbandonando il percorso del “Sentiero della Valle Belbo”. Alla prima evidente diramazione si tiene ancora la sinistra, costeggiando la sommità del Bric Castelmartina. Si ritrova l’asfalto e con un paio di tornanti si raggiunge la chiesetta dedicata a San Martino. Si segue il nastro d’asfalto che, perdendo rapidamente quota tra i terrazzamenti, scende verso gli imponenti ruderi del castello di Cortemilia. Li si costeggia e, raggiunto un tornante, si abbandona l’ asfalto per proseguire dritto su di un viottolo acciottolato, stretto tra i muretti a secco. Si torna sull’asfalto ormai sul fondovalle, in prossimità dell’ex convento di San Francesco. Si piega a destra e, superata la sede comunale ed il fiume Bormida, si raggiunge in breve piazza Savona.

Da Cortemilia a Bergolo

Lunghezza: 5 km
Sviluppo del tratto: Km 5 Sviluppo complessivo: Km 27,8 Da piazza Savona, sull’angolo di via Cavour, si imbocca la minuscola via Langhe e si sale a destra. Si attraversa la provinciale per Bergolo e si imbocca via Martiri di Bologna, percorrendola in piano fino ad una antica cascina. Si sale a destra e, finiti i condomini, si continua sull’inghiaiata che sale a sinistra. Raggiunto un quadrivio si continua a salire sul sentiero poco evidente al centro che, con un lungo traverso, consente di raggiungere un boschetto. Con un paio di curve più ripide si guadagna una ampia inghiaiata che sale fino ad una stradina asfaltata. Si piega a sinistra, in piano, per circa 300 metri, per abbandonarla a favore di una sterrata poco evidente sulla destra. Superati alcuni terrazzamenti si prosegue in piano fino ad un bel muretto a secco. Si supera un rio e si sale per un ripido strappo fino ad uscire dal bosco. Si costeggiano i coltivi fino a raggiungere il cortile di una cascina isolata, lo si evita verso destra per sbucare nella curva di una strada inghiaiata. La si segue verso sinistra per pochi metri e si abbandona, nella curva, a favore della sterrata pianeggiante. Al successivo bivio si piega a sinistra, mantenendosi sul percorso più antico, per un bel tratto pianeggiante nel bosco, fino a raggiungere una più evidente sterrata. Si volta decisamente a destra e si percorre l’intero anfiteatro della collina, in passato coltivato a vigneto. Con un paio di curve si guadagna la bella cascina Fontana e, su strada ora inghiaiata, si percorre la cresta della collina. Si trascura la prima strada (che sale a destra verso il Bricco delle Forche) per salire al centro al successivo bivio, guadagnare, piegando a sinistra in una pineta, la cresta della collina (croce in legno) e raggiungere la bella chiesa romanica dedicata a San Sebastiano, posta in uno splendido punto panoramico. Da questa si scende, su asfalto o sull’antica acciottolata, fino a raggiungere la piazza di Bergolo (fontana, m. 616).

Da Bergolo a Prunetto

Lunghezza: 9,25 km
Sviluppo del tratto km: 9,25 Sviluppo complessivo km: 37,05 Si imbocca la via che porta al campeggio comunale e si prosegue in piano sulla strada asfaltata che si stacca a destra, in prossimità della strada di accesso ai bungalow e procede in piano fino ad una villetta isolata. Qui ci si mantiene sulla dorsale della collina e, in prossimità di un pilone votivo, si sale a destra fino al Bric Massimino, dominato da una cascina isolata. Da questo punto la strada si fa inghiaiata e si inoltra, pianeggiante, in un bel castagneto. Si prosegue a destra ad un paio di bivi e si guadagna la selletta posta sopra le case di Levice. Dopo pochi metri su asfalto occorre piegare decisamente a sinistra e salire per un tratto di dura sterrata tra due cortine di cespugli. Si trascurano le strade che scendono a destra ed a sinistra, per seguire l’ampia dorsale in leggera salita. In breve si raggiunge un quadrivio: lo si supera e si imbocca la strada asfaltata (area di sosta con fontana) che, in leggera salita porta al panoramico Pian della Croce. Sempre sulla dorsale, ma su strada ora inghiaiata si sale ancora verso la sommità della collina. Si scende per un breve tratto e, mantenendosi sulla cresta, si guadagna l’asfalto sulla sella posta alle pendici del Bricco delle Forche. Si sale per pochi metri, quindi, in prossimità di un deposito dell’ acquedotto, si scende a destra, fino al bivio posto a poche decine di metri dalla cascina Coste, isolata tra coltivi e rimboschimenti di conifere. Si abbandona la strada asfaltata per salire a sinistra, su sterrata e procedere in piano tra i coltivi, su sentiero poco evidente, fino a raggiungere una recente villa. Si costeggia e, dopo pochi metri, si raggiunge una strada asfaltata che occorre seguire procedendo verso destra. Si scende fino all’ampia strada provinciale, si supera una bella area verde (fontana) e si procede, sempre mantenendosi sulla dorsale, fino alla frazione Serra. Al successivo bivio si seguono le indicazioni per il castello, a destra, guadagnando in breve la sommità della collina ed il magnifico castello che la domina. Edificato dai marchesi Del Carretto è da pochi anni di proprietà del Comune (è visitabile la domenica e su prenotazione); è possibile comunque ammirarlo dall’esterno salendo dalla vicina chiesa ed attraversando l’ampio prato. Castello e chiesa (romanica di fondazione e dedicata in origine a San Lorenzo) costituiscono uno dei più bei complessi monumentali delle Langhe e consentono di ammirare un panorama veramente grandioso. Occorre procedere fino all’inizio del muretto che costeggia l’arco di ingresso e scendere a sinistra, sulla ripida via Castello, per attraversare il borgo più antico del comune. In breve si torna sulla provinciale, si piega a destra e si procede fino a raggiungere la chiesa parrocchiale (fontana, m 672) .

Da Prunetto a Gottasecca

Lunghezza: 7,5 km
Sviluppo del tratto: km 7,5 Sviluppo complessivo: km 44,55 Occorre inoltrarsi sulla strada che sale ,nel quadrivio di fronte alla chiesa, (fontana) e, seguendo le indicazioni per Pian Rocchetto, Bosco, Piani, piegare a sinistra al primo bivio, subito dopo il parcheggio di una trattoria. Si sale dolcemente tra le cascine per piegare a sinistra con un ampio arco e, attraversati alcuni tratti di bosco, raggiungere il bivio della frazione Piani. Si sale a destra e si raggiunge in breve l’ ultima azienda agricola. Si entra nel cortile, si piega a destra e si sale verso la cresta della collina, ove sorge un solitario “ciabot”, in una posizione che consente di ammirare sia il castello di Prunetto che la valle Uzzone. L’itinerario si immerge nel Bosco dei Faggi, in prossimità di una piccola area di sosta. Da consigliare una breve deviazione, al primo bivio a sinistra: un folto gruppo di grandi faggi creano un ambiente particolarmente suggestivo. È l’ultima località dell’Alta Langa in cui si possono ammirare questi splendidi alberi: una volta molto più comuni, oggi sono relegati, in pochi esemplari isolati, nei valloni più umidi. Tornati sulla sterrata pianeggiante si prosegue verso sinistra, mentendosi sulla cresta fino al quadrivio posto sul Bricco della Colma. Si piega a sinistra, su asfalto, scendendo velocemente fino a passare un pilone votivo ed una cascina isolata. Un ultimo tratto pianeggiante consente di raggiungere un evidente incrocio: si deve abbandona l’asfalto per imboccare un sentierino che sale a sinistra nel bosco, prima in una rada pineta, poi in un più fresco castagneto. In questo tratto dell’itinerario la Comunità Montana ha localizzato un “Percorso natura”: la descrizione dettagliata delle singole entità botaniche (facilmente individuabili con l’aiuto dei pali numerati) consente agli escursionisti di conoscere in modo più approfondito la flora di questo particolare ambiente. Raggiunta una sterrata più evidente si procede a sinistra, fino a guadagnare un quadrivio, caratterizzato da un deposito dell’ acquedotto. Si scende a destra per pochi metri e si piega verso sinistra, sulla sterrata pianeggiante (una deviazione per gli appassionati di storia: imboccando la diramazione a sinistra si potrà raggiungere il cocuzzolo su cui sorgono i ruderi dell’antico castello). In breve si raggiunge l’ingresso del cimitero di Gottasecca. Si scende a destra ed in breve si raggiunge la piazza del comune (fontana, m. 710).

Da Gottasecca a Saliceto

Lunghezza: 12,55 km
Sviluppo del tratto: km 12,55 Sviluppo complessivo: km 57,1 Dalla piazza, costeggiando la chiesa parrocchiale, si scende sulla strada, recente lastricata, che attraversa tutto il centro storico. Si oltrepassa la circonvallazione e si seguono le indicazioni per il santuario. Si sale fino all’ ultima casa del paese. Il percorso segnalato passa dietro la casa, a destra; dopo pochi metri di salita piega a sinistra e scende dolcemente mantenendosi sotto la dorsale; superata una bella fonte ed alcune case, si piega a sinistra e si raggiunge nuovamente, in una curva, la rotabile asfaltata). Si piega a destra, sulla strada che scende in modo deciso, fino a raggiungere gli ampi spazi che circondano il Santuario della Madonna di Gottasecca. Si volta a destra in prossimità di una nuova ampia area di sosta e si raggiunge il sacro edificio (fontana). È necessario tornare sui propri passi per pochi metri e, invece di salire, si deve procedere in piano, a destra, sulla sterrata che si immerge nel bosco. Una prima curva a sinistra ed una successiva a destra consentono di raggiungere e superare un piccolo rio. Si sale a sinistra al bivio successivo, in prossimità di un prato e ci si inerpica verso la cresta, con un tratto di sterrata più ripida e, costeggiati alcuni prati, si torna nel bosco, ricco di roverelle. Superato un ultimo strappo si guadagna la dorsale, dove il sentiero procede pianeggiante. I saliscendi si susseguono fino ad una marcata discesa verso sinistra, spesso fangosa. Si piega a destra ad un bivio e, nuovamente in piano, si raggiunge una caratteristica “selletta”. Si procede a sinistra, in discesa, su strada inghiaiata, per raggiungere, dopo qualche metro di salita, la rotabile asfaltata nel quadrivio detto delle “quattro vie” (pilone votivo). Occorre attraversare l’ asfalto e,fatti pochi metri a sinistra, imboccare il sentiero che sale nel bosco. Alcuni “gradini” sassosi causati dall’erosione dell’acqua rendono questo tratto più faticoso. Si perviene in breve alla cresta, dove occorre seguire una ampia sterrata, tagliando con lieve ascesa le pendici del Bric Baraccone, fino ad un evidente slargo. Si piega a destra e si prosegue fino al pilone votivo posto a monte dell’ isolata cascina Baraccone, al centro di estesi pascoli. Si prosegue sulla dorsale fino all’ asfalto e lo si segue per poche decine di metri, fino ad una curva nel bosco. L’ itinerario, mantenendosi sulla cresta, prosegue sulla sterrata a sinistra, che consente di guadagnare un panoramico quadrivio, tra ampi coltivi. Occorre procedere al centro, mantenendosi sullo spartiacque, con la sterrata che, poco dopo, si immerge nuovamente nel bosco, per raggiungere, dopo un ripido tratto acciottolato, una più evidente inghiaiata. Si procede verso destra e superare il pilone detto “della Madonnina”, posto su di un caratteristico affioramento roccioso. Si prosegue in piano fino al termine dell’inghiaiata, in prossimità di alcune cascine. Giunti sull’asfalto si perde velocemente quota sulla stradina che, con alcune ampie curve, conduce alle prime case di Saliceto. Si volta a destra al termine della discesa e, in piano, si costeggia l’area verde comunale. Ancora pochi metri e si incontra la strada provinciale della Valle Bormida: la piazza del municipio, punto di arrivo dell’itinerario, si raggiunge piegando a sinistra (m. 389).

Ricettività e punti tappa

L’itinerario si svolge attraverso borgate e frazioni dei comuni delle valli Belbo, Bormida e Uzzone. La ricettività è quella interna alle località, per la quale si rimanda agli uffici turistici del territorio che sapranno indirizzare in base a tipologie di struttura e possibilità di spesa.

Comunità Montana Alta Langa - ufficio turistico
Luogo Bossolasco, piazza Oberto 1
Info (+39) 0173 799000; www.altalanga.cn.it; alta.langa@reteunitaria.piemonte.it