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Orizzonte Monviso

Anello escursionistico al cospetto del re di pietra

Attraverso l’anello di Orizzonte Monviso viene offerta all’escursionista la possibilità di avvicinarsi al mondo delle terre alte della Valle Po percorrendone i sentieri e scoprendone gradatamente i mille volti. I comuni di Paesana, Oncino, Ostana e Crissolo, legano l’itinerario attraverso una fitta rete di sentieri che lambisce borgate e luoghi lontani dalle vie principali note a tutti; percorsi curati e segnalati che hanno nel Re di Pietra l’orizzonte costante di questo entusiasmante anello escursionistico.


  • Numero tappe: 6
Descrizione del pecorso

Orizzonte Monviso è un anello escursionistico di singolare bellezza e varietà. Proprio per la ricchezza degli ambienti attraversati è adatto a essere percorso da chi è in cerca di un trekking estremamente appagante sotto molti punti di vista: propone infatti continui spunti culturali, artistici ed ambientali. La sua perla preziosa è l’orizzonte che si staglia come un dipinto nello sguardo di chi si avvia a percorrerlo: quel Monviso che appare e dispare, che dopo breve dislivello o su versante opposto presenta di sé un volto non noto, una sfaccettatura inedita, un colore insolito, una sempre nuova magia. Il camminare sarà una scoperta continua e il dislivello relativamente contenuto dell’intero itinerario ripagherà la lunghezza di alcune tappe.

Tappe dell'itinerario
Paesana- Bivio B.ta Fantoni (Paesana)

Dal piazzale antistante la chiesa di Santa Margherita procedere in direzione sud-ovest sino ad incrociare e attraversare la strada provinciale che sale verso l’alta valle. Immettersi nella stretta via (direzione borgate Macari - Oca - Rossetti) che al termine del rettilineo compie una decisa deviazione a sx presso un bivio: tralasciare il ramo di sx che diventa sterrato (variante tappa 1 tracciato originario che costeggiava la strada provinciale inoltrandosi oltre l’abitato di Paesana nel vallone del Croesio fino a sbucare sulla strada di Pratoguglielmo appena prima di b.ta Fantoni) e seguire quello asfaltato di dx che sale decisamente con uno stretto tornante per poi distendersi sino ad un bivio poco più avanti (640m ca). Proseguire diritto (tralasciando a dx la strada per i Macari) su fondo che, divenuto sterrato, sale inizialmente con un paio di lunghi tornanti per poi allungarsi in direzione di una zona aperta in prossimità di un bivio. Il tracciato si sviluppa ora agevolmente su ampio fondo sterrato contornato da vegetazione che, seppur folta, non risulta invadente. Giunti al bivio (715m ca) proseguire sulla dx (il ramo sx conduce alle loc. Oca e Rossetti) mantenendo il tracciato principale che sale dolcemente alla dx di un tozzo dosso sino a raggiungere il nucleo abitato di Airetta (745m ca). Avanzare tralasciando le diramazioni di dx e sx sino a sbucare dopo circa 200m sulla strada asfaltata: attraversarla e imboccare la sterrata Via Bosco Lay che corre parallela alla principale sino ad un bivio presso una casa ristrutturata (tralasciare diramazione a dx chiusa da sbarra) da cui si prosegue contornando il versante boscoso con un suggestivo percorso tra castagni ed altre essenze d’alto fusto. Mantenere l’asse principale della pista forestale (tralasciare le deviazioni a dx e sx) fino a incrociare nuovamente la strada asfaltata (835m ca): svoltare decisamente a dx in salita avanzando per una trentina di metri, quindi piegare nettamente a sx imboccando una pista forestale che si infila nuovamente nel bosco. Dopo un paio di tornanti si supera la Comba Fantoni (non considerare deviazioni a dx e sx rispetto alla direttrice di salita), quindi si passa a monte delle case di b.ta Bertoni dove il percorso torna ad essere asfaltato e si sviluppa nuovamente in ambiente più aperto. La strada, in leggera ma costante salita, conduce a valle del nucleo di b.ta Bonetti e, appena prima di un evidente tornante, incrocia sulla sx la sterrata proveniente dal vallone del Croesio (variante tappa 1). Percorso il tornante dirigersi a monte delle case Bonetti fino a reimmettersi sulla strada asfaltata che, con modesta discesa di circa 500 m, porta a reperire sulla sx l’indicazione per la ripresa del tracciato di Orizzonte Monviso (pista forestale in leggera salita - 1005m ca).

Bivio B.ta Fantoni (Paesana) - B.ta Serre (Oncino)

Imboccare la pista forestale che si apre a monte della strada asfaltata (1005m ca) sopra b.ta Fantoni e dopo 50m (sulla dx è visibile un caratteristico totem in legno) continuare sul sentiero che piega decisamente a sx inoltrandosi nel bosco. Transitati presso una baita si prosegue con un lungo mezza costa a pendenza assai moderata, su fondo comodo e scorrevole percorrendo l’intero versante sino a scavalcare il costone in corrispondenza di alcune rocce isolate nel bosco (1080m ca). Il traversone prosegue con pendenza costante su fondo regolare attraversando una zona caratterizzata da vegetazione più rada, poi nuovamente più folta sino ad uscirne definitivamente per poter finalmente godere del panorama che andrà sempre più aprendosi. Il sentiero divenuto una larga mulattiera dal fondo erboso continua a salire dolcemente allungandosi all’interno del vallone sino a raggiungere un bivio: lasciare la diramazione che a dx dirige verso altri alpeggi (Meire Pra l’Erasca) e proseguire direttamente sulla sterrata giungendo poco più avanti nei pressi dell’ex Vivaio Forestale (1254m ca) caratterizzato dalla fitta presenza di aghifoglie; (variante tappa 2 il tracciato originario a questo punto scendeva nel combale dell’Erasca per risalire sul versante opposto fino alla strada del Tournour) proseguire fino al tornante oltre il quale svoltare a dx incamminandosi sulla sterrata che conduce al bivio con diramazione verso le sottostanti baite (1280m ca). Ignorare tale diramazione e seguire il ramo sx della sterrata che in leggera salita raggiunge la stazione di partenza dello skilift denominato “Vivaio” facente parte del comprensorio sciistico di Pian Muné; risalire il pendio erboso seguendo i pali dell’impianto nel primo tratto e quando la pendenza aumenta, tagliare a sx zig zagando lungo la pista sino ad incrociare la sterrata che collega la strada principale con la parte alta del vallone. Proseguire verso dx su percorso che da questo punto in avanti ritorna ad essere più rilassante, mentre lo sviluppo diventa proporzionalmente considerevole. Oltrepassata una vasca di accumulo ai fini antincendio, la strada contorna l’intero versante attraversando una serie di avvallamenti, transita presso un approvvigionamento idrico, supera una piccola dorsale e prosegue oltre su terreno più aperto offrendo una bella visuale sulla prima metà di percorso appena effettuato. Tralasciare poco oltre la sterrata in discesa che, passando attraverso piccoli gruppi di baite disseminate lungo la dorsale (Gias Chiabré, Meire Preina, Saret, ecc…) conduce in fondo al vallone a monte della frazione Erasca di Paesana. Continuare in falsopiano sino a giungere in località Croce Tournour (1555m ca - vertice trigonometrico) luogo in cui il panorama si apre a 360° sul maestoso gruppo del Monviso, sul fondovalle e sulla pianura saluzzese. Mantenere la sterrata che prosegue in costante falsopiano tra piccoli gruppi di alberi ed ampie distese prative, sino ad affacciarsi sul versante oncinese dell’anello di OM, che in questo punto e per lungo tratto offre una vista eccellente sulle vette circostanti. Ci troviamo in località Rocca delle Formiche (1560m ca.) dove in corrispondenza di un bivio si tralascia il ramo di sx - che percorre il versante opposto della dorsale da cui si è giunti e termina sotto la bastionata rocciosa che sorregge il suggestivo anfiteatro in cui sono posti i laghi Lauset (vedi itinerario specifico) - per proseguire sulla sterrata che inizia a scendere in modo costante e su fondo meno regolare lungo aperti pendii erbosi. Superato uno stretto tornante verso dx la discesa prosegue gradevolmente tra fianchi di betulle passando appena sopra le Meire del Giaset (1460m ca. - tralasciare diramazione a sx che scende alle baite) e più avanti sino ad un nuovo tornante verso sx. Dopo un centinaio di metri si giunge ad un bivio: lasciamo sulla dx la traccia che dirige verso la Rocca di Serra la Boula, per seguire quella di sx che in leggera salita fiancheggia una baita ed in falsopiano raggiunge poco dopo un nuovo bivio. Tralasciando la sterrata che proviene da monte (Meire del Giaset) si prosegue in leggera discesa su campo sempre aperto, sino a raggiungere una zona maggiormente boscata a pendenza più sostenuta, caratterizzata dalla presenza di numerosi tornanti (10 in totale). Il tracciato, più tortuoso e dal fondo irregolare, presenta nel finale un paio di bivi: tralasciare il primo in leggera salita verso sx e il secondo appena sotto, pianeggiante verso dx che conduce al bacino del Biatonnet e all’isolata chiesetta di Madonna della Neve. Mantenendo il tracciato principale si prosegue con direzione sud-ovest in leggera discesa fiancheggiando costantemente a sx e per lungo tratto, un canale coperto utilizzato a fini idroelettrici sino a raggiungere il letto del Rio Frassaia ove è posta l’opera di presa (1260m ca). Superato il ponte la sterrata passa sul versante opposto e con una serie di sali-scendi transita presso una zona dal fianco sx roccioso (loc. Meire di Pinfol). In leggera discesa raggiunge ed attraversa il nucleo diruto di Ciapitur (1235m ca) e mantenendo un andamento pressoché pianeggiante termina presso la frazione Serre di Oncino, sbucando sul fianco della chiesa di Sant’Anna (1225m ca).

B.ta Serre (Oncino) - Crissolo

Lasciarsi alle spalle la Chiesa della frazione Serre di Oncino (1225m ca) e scendere per una trentina di metri sulla strada asfaltata fino a svoltare decisamente a sx proseguendo su un tratto in leggero falsopiano (250m ca). Giunti ad un bivio tralasciare il ramo di sx per seguire lo sterrato che qui si genera percorrendo un lungo - e discretamente aperto - tratto pianeggiante che conduce presso le case in loc. Magalun (1235m ca). Proseguendo oltre la vegetazione si fa più fitta, la strada si restringe pur restando sempre ampiamente percorribile e con un lungo traversone a mezza costa attraversa un rio minore ove è posta l’opera di presa (1250m ca) al cui interno confluisce l’acqua che da qui in avanti scorrerà nelle tubazioni del già noto canale coperto che per un lunghissimo tratto farà da sponda a valle o a monte al nostro percorso verso Oncino. La marcia prosegue costeggiando costantemente a valle il canale; si attraversa il ponte (a monte del quale sulla dx idrografica del torrente si scorge un’altra opera di presa) lasciando appena oltre sulla sx la deviazione che sale decisa verso la b.ta Arlongo e si prosegue a dx fiancheggiando sempre il canale sino ad un successivo incrocio posto a valle di un vecchio mulino abbandonato, lou Moulin dal Parcou. La traccia sulla sx si avvicina alla costruzione per poi salire verso il nucleo rurale della b.ta Arlongo, quella di dx invece, (a valle del mulino) su cui prosegue l’itinerario di O.M., transita esattamente sopra il canale. Il percorso si restringe progressivamente a sentiero e percorre sempre a mezza costa il versante boscoso sino a raggiungere una zona più aperta transitando a valle delle abitazioni di b.ta S.Ilario (1260m ca). La traccia man mano si allarga nuovamente stando al di sopra del canale e con percorso quasi sempre pianeggiante attraversa tratti di suggestiva faggeta, scavalca il costone passando a valle del nucleo di Serre Guglielmo, supera il torrente Daina - che divide a monte la borgata precedente da Ruetto - e raggiunge infine le case di b.ta Fantone a valle della strada principale, sulla quale si giunge compiendo nel finale una breve risalita (1265m ca). Seguire la strada asfaltata (lasciare ramo a sx in salita verso loc. Le Bigorie) che in 1 km ca di sinuosa discesa raggiunge la piazza del Comune di Oncino dopo aver fiancheggiato la chiesa parrocchiale (1220m ca). La strada principale scende a valle puntando a sud-ovest, il percorso di O.M. invece prosegue a sx e si infila angustamente tra le case del paese percorrendo la stretta stradina che sale decisa sino alla b.ta Saret, ove termina l’asfalto (1280m ca) e si apre una panoramica interessante su tutto il versante meridionale della valle, lungo il quale si snoda la seconda metà del tracciato di O.M. Una strada sterrata ampia e pressoché pianeggiante - indicazioni S. Giacomo - (tralasciare diramazione secondaria a sx in leggera salita) percorre a mezza costa il versante sino ad attraversare un piccolo combale proveniente dal M. Cialancie (1635m); la carrareccia, che si snoda a tratti in un bosco suggestivo sale leggermente appena prima di raggiungere l’aperta e graziosa insellatura erbosa ove si trovano i ruderi della Chiesa di S. Giacomo (1345m ca). Il tracciato diventa una larga mulattiera, scavalca la dorsale e prosegue prima in leggera discesa percorrendo un tratto piacevolissimo tra alte betulle, poi in falsopiano, infine con qualche breve risalita raggiunge ed attraversa il Combale Brusà che precede di 80m ca il bivio a dx (1325m ca) in discesa verso la località omonima. Tralasciare tale deviazione e proseguire nel bosco d’alto fusto alternando qualche rampa più accentuata a brevi falsipiani, sino ad una zona dove la vegetazione si fa molto più fitta, in corrispondenza di un paio di secchi tornanti dal fondo irregolare che conducono poco dopo alla deviazione a sx per le Meire Marco (1425m ca). Un ultimo breve tratto conduce a valle delle baite innestandosi appena più avanti sulla larga mulattiera proveniente da Crissolo (1440m ca). Si prosegue a dx su fondo comodo e pianeggiante lungo una gradevole faggeta che transita presso la Fontana di Padre Picco fino a raggiunge poco più avanti un bivio presso un tornante (1420m ca): il ramo di sx in salita conduce al M. Tivoli (detto anche Bric Arpiol 1792m), quello di dx in discesa dirige invece verso Crissolo e con una serie di secchi tornanti perde velocemente quota sino ad uscire dalla fascia boscata per raggiungere poco dopo il ponte sul Rio Sbarme (1340m ca). Poco meno di 150m dividono dall’abitato di Crissolo ove la sterrata si innesta sulla strada asfaltata comunale presso un tornante a monte di alcuni condomini. Scendere progressivamente tra le case, superare la partenza della seggiovia e raggiungere poco dopo il ponte sul fiume Po che mette in comunicazione i versanti dx e sx idrografico del comune; superatolo procedere a sx in leggera salita giungendo così sulla piazza principale di Crissolo (1315m ca).

Crissolo – S. Nicolao (Ostana)

Si riparte dalla piazza del Municipio (1315m ca) percorrendo in salita la strada comunale per un centinaio di metri quindi, seguendo le indicazioni a dx per il Pian del Re, si supera uno stretto passaggio tra le case imboccando subito la mulattiera che si apre sulla sx pochi metri più avanti. Il tracciato sale con percorso diretto verso le prime case della b.ta Serre, sbuca sulla sx della chiesa, prosegue in piano nell’abitato, quindi in corrispondenza di un bivio presso una fontana (a sx verso il cimitero e poi giù su Crissolo) piega decisamente a dx salendo tra gli edifici più a monte, sino a sbucare sulla strada provinciale (1390m ca). Attraversatala si imbocca la mulattiera di fronte che, dopo una breve fascia boscata e successivamente per aperti pendii erbosi, raggiunge le prime case della b.ta Borgo ed un bivio (lasciare diramazione a dx in discesa verso il Santuario di S. Chiaffredo). Volgere a sx tra stretti vicoli, a tratti lastricati in pietra, per giungere in breve nei pressi della chiesa, prospiciente una piazzetta con lavatoio (1510m ca). Costeggiare l’edificio religioso e digradare leggermente a dx per un centinaio di metri fino ad abbandonare la strada asfaltata che dirige verso loc. Ciampagna, per imboccare la mulattiera sulla dx in progressiva discesa nel bosco. Dopo alcuni tornanti il tracciato si distende nuovamente e raggiunge il caratteristico ponte in pietra sul Rio Toussié (1400m ca); una breve salita e un tratto in falsopiano permettono di raggiungere poco dopo in campo aperto la piccola ma graziosa cappella della Madonna degli Angeli (1430m ca) in loc. Bertolini con vista eccellente sul Monviso. Si prosegue su piacevole fondo erboso per circa 200m, sino ad innestarsi nuovamente sulla strada asfaltata (1440m ca) pochi metri oltre il bivio a sx verso b.ta Brich. Scendere lungo la strada accompagnati dalla bella visuale del Monviso, lasciando sulla sx prima il bivio per b.ta Fenogli, poi quello per b.ta Sagne, infine quello per b.ta Martino, giungendo così direttamente all’interno delle case di Ciampagna (1360m ca). Proseguire sulla carrozzabile ammirando la sovrastante chiesa della Madonna del Buon Consiglio, indi svoltare a sx in discesa fino a superare il Rio Combe. Dopo circa 100m, abbandonare la strada asfaltata per seguire a sx un’antica via inizialmente stretta (1310m ca - indicazione la Villo - segnaletica delle Vie d’Oustano) che si infila nel bosco di faggi ed avanza in falsopiano toccando alcune deviazioni. Tralasciare sia quella a sx (Davi - Sère) che quella a dx (S. Chafré) per giungere al pilone delle Ënrune (1295m ca); non considerare la diramazione a sx (la Vio des Coste), ma proseguire in costante discesa sullo stretto ed irregolare sentiero sino a spianare leggermente poco prima di incrociare in località Marchetti la strada asfaltata che sale verso il centro di Ostana (1225m ca). Percorrere la via principale per circa 400m superando le prime case e la nuova ala comunale fino a raggiungere il tornante verso sx che sale alle borgate superiori (indicazioni); entrare nel cuore del paese e poco prima del palazzo comunale imboccare a sx una scalinata in pietra che conduce a monte degli edifici sull’asfalto. Avanzare per circa 100m sino al tornante successivo, dove sulla dx si riprende a salire tra le case evitando il tornante. Ritornati sull’asfalto (indicazione Via don Federico Palme - S.Bernardo), dopo aver superato un piccolo rio, in corrispondenza di un nuovo tornante a lato del cimitero comunale si giunge ad un bivio (1285m ca): il ramo di sx, quello principale tutto su asfalto, dirige verso b.ta S.Antonio e b.ta Bernardi, quello di dx (indicazione S. Bernardo) costeggia il cimitero e sale verso le case a monte, poi con un paio di curve su sentiero ed un corta rampa diretta si riporta nuovamente sull’asfalto. Percorso uno dei due tratti a scelta, si giunge al bivio (1310m ca) presso cui occorre seguire la diramazione di dx che conduce alla cappella di S.Bernardo (1350m ca). Una stretta sterrata attraversa l’abitato, quindi prosegue prima come sentiero a pendenza sostenuta, poi più moderata; tralasciare poco dopo la deviazione a dx in discesa verso b.ta Ciampetti e mantenere il ramo di sx che sale con qualche breve strappo su fondo erboso. Al secondo incrocio tralasciare a sx la salita verso la Ruà proseguendo verso dx fino ai Nais; un breve tratto in salita conduce infine sul piazzale sottostante la cappella di S. Nicolao (1410m ca). L’edificio religioso sorge su un ripiano roccioso in posizione dominante (1420m ca) da cui si gode di splendida vista sul gruppo del Monviso e, affacciandosi prudentemente dalle rocce retrostanti, sul fondovalle.

S. Nicolao (Ostana) – Pilone Fornace (Fraz. Ferrere)

Portarsi sul fondo dell’ampio piazzale sottostante la chiesa di S. Nicolao (1410m ca) e seguire l’antica via - oggetto di recenti opere di sistemazione - che si apre sulla sx. Il tracciato incrocia poco dopo un bivio in località panoramica denominata lou Béc dë lh’Acasét: lasciare il sentiero a sx che conduce alle Mèire da Crouç ed avanzare direttamente con una breve impennata nel finale sino a giungere presso un’insellatura nel bosco (1470m ca) denominata Sarlichart. Lasciare la deviazione a sx per le Mèire da Crouç e proseguire in direzione l’Oscho lungo lo stretto viottolo a mezza costa in progressiva discesa fino a lou Pont (1435m ca). Attraversato il piccolo rio si prosegue nel bosco con percorso pressoché pianeggiante sino a raggiungere un secondo corso d’acqua che scorre tra placche rocciose abbattute, quindi su terreno man mano più aperto guadagnare la dorsale che conduce in breve presso la stretta insellatura prospiciente il Castel d’la Soma (1400m ca) da cui si gode un bel panorama sul fondovalle. Scendere a sx con una serie di stretti tornanti su fondo erboso perdendo rapidamente quota fino al punto in cui il sentiero si distende dirigendosi progressivamente verso est. In un contesto paesaggistico caratterizzato da alcuni scorci suggestivi, proseguire superando un paio di piccoli corsi d’acqua, quindi, raggiunta una depressione, risalire leggermente per guadagnare il raccordo con la sterrata in località Meire Manitoja (1300m ca). Tralasciare il ramo in salita che prosegue in direzione della Cappella di S.Lucia della Vardetta per scendere a dx sulla comoda e ampia sterrata che fiancheggia una baita e contorna il versante raggiungendo più avanti un bivio presso un tornante in loc. Meire dal Bric (1225m ca); non considerare la diramazione di dx che scende verso b.ta Grange (Calcinere), ma imboccare la larga mulattiera dal fondo regolare che si apre sulla sx transitando a lato di una baita con caratteristico arco in pietra. Il tracciato, per lo più pianeggiante, scavalca la dorsale passando poco sotto la Croce delle Grange, attraversa un rio e riprende a salire sino a raggiungere un nuovo bivio (1265m ca): abbandonare la sterrata che prosegue a sx in direzione di una presa per l’acquedotto ed imboccare il sentiero inizialmente stretto che scende verso dx, digrada progressivamente con percorso a mezza costa sempre più regolare ed aperto, sino a raggiungere le prime baite in loc. Meire di Ciaramolin (1200m ca). Qui giunti piegare decisamente a dx e attraverso un paio di stretti tornanti raccordarsi alla sterrata che, salendo da b.ta Ferrere, passa appena sotto presso un tornante. Da qui in avanti il tracciato di O.M. segue per lungo tratto la sterrata che punta verso valle e scende comodamente offrendo scorci paesaggistici interessanti e piacevoli, alternando brevi tratti alberati ad ampie distese prative. Raggiunto un deciso tornante verso dx (1100m ca) a monte dei Cazé ‘d Pera, è possibile tagliare un tratto di sterrata scendendo direttamente lungo una “draia” verso le baite sopraccitate per poi proseguire verso i Cazé di Gerp ove si reincrocia la sterrata; in caso contrario si prosegue sulla strada che poco dopo tocca le Meire Rouchasot e giunge quindi ai Cazé di Gerp (1060m ca). Senza compiere altre deviazioni, mantenere la sterrata e scendere rapidamente sino al Pilone della Fornace, posto presso un tornante in posizione panoramica poco a monte della b.ta Ferrere (955m ca).

Pilone Fornace (Fraz. Ferrere) - Loc. Colletta (Paesana)

Pilone Fornace (Fraz. Ferrere) - Loc. Colletta (PAESANA)

In corrispondenza del tornante ove sorge il Pilone della Fornace (955m ca) ha inizio una comoda sterrata dal fondo regolare che in direzione nord percorre una zona pianeggiante discretamente aperta, fiancheggiando alcune baite e raggiungendo poco dopo un gruppo di meire in località i Vardin. La bella mulattiera entra nel bosco mantenendo un andamento pressoché pianeggiante, supera un paio di piccoli combali e raggiunge in campo aperto le prime case della b.ta Pian Lavarino (955m ca). Qui giunti, passare dinnanzi al pilone tralasciando dapprima la traccia pianeggiante che scende tra le case e poi divalla sino in loc. Ghisola - fraz. di Paesana e successivamente quella frontale che si innesta fra le case poco oltre. Seguire il ramo di sx che in leggera salita transita a monte delle case, prosegue in falsopiano rientrando nel bosco di faggi - a tratti suggestivo -, passa a valle di un risalto roccioso, quindi con una breve rampa raggiunge ed attraversa il Rio Balangero (1000m ca). Il tracciato, ora meno regolare, si stringe progressivamente a sentiero ed attraversa una zona caratterizzata dalla presenza di fitta vegetazione; transita appena sotto un paio di baite diroccate, quindi scende subito a dx in maniera decisa passando a breve distanza dal rio per poi risalire con maggiore vigore lungo l’asse del combale sino ad attraversarlo poco oltre la confluenza di due rami minori (Rio Comba Agliasco - 1070m ca). Il sentiero dal fondo a tratti sconnesso esce progressivamente da questa zona angusta con alcune ripide rampe a mezzacosta, oltre le quali la traccia si allarga progressivamente e la pendenza decresce. Si prosegue transitando lungo un tratto di sentiero fiancheggiato a monte e a valle da muri di contenimento in pietra a secco, sino a sbucare presso le dirute baite di Poitetta (1095m ca). Avanzare in falsopiano per un breve tratto lungo l’ampia e comoda mulattiera, quindi in leggera discesa raggiungere e superare un rio, infine poco più avanti incrociare e percorrere la sterrata che proviene dalla frazione Agliasco (1080m ca). Il percorso di O.M. prosegue ora in discesa lungo la sterrata che fiancheggia le Meire Ciolera, supera il Rio Rivoira e divalla sino ad un nuovo bivio (1020m ca) dove sulla dx con una decisa svolta ha inizio un nuovo sentiero denominato “Ricordo Sentiero Rosetta” che scende alle baite di Pian Lavarino. Lasciando tale diramazione si continua a scendere lungo lo sterrato che 250m più avanti giunge presso l’ampio slargo ove sulla dx sorge una fontana, in corrispondenza del bivio che sulla sx del dosso erboso sale verso la loc. Pian del Lupo. La strada in discesa diventa ora asfaltata e tocca rispettivamente le b.te Bossa e più avanti Raina della frazione Agliasco sino ad un evidente incrocio (990m ca): il ramo dx conduce a valle verso Paesana, quello sx, lungo il quale si prosegue, risale con un tornante passando a monte della case, piega a dx e percorre una sterrata pianeggiante dal fondo inizialmente erboso che entra nel bosco. Si avanza lungo l’ampia mulattiera superando un lavatoio di notevoli dimensioni, quindi mantenendo sempre l’asse principale del tracciato (tralasciare deviazioni) si attraversa un piccolo combale, oltre il quale in leggera discesa si giunge ad un bivio presso una baita diroccata posta poco a monte (985m ca). Lasciare la traccia in salita che fiancheggia il rudere e scendere a dx tra faggi e betulle per un breve tratto sulla dorsale, quindi piegare nuovamente a sx proseguendo in falsopiano con un lungo mezza costa nel bosco di castagni. Transitare presso una baita diroccata che precede di qualche decina di metri un incrocio (960m ca): lasciare le due diramazioni di sx in salita (brevi piste ad uso forestale) per scendere a dx sulla sterrata che conduce verso una aperta radura (già visibile dall’incrocio) ospitante la Cappella di S. Grato d’Agliasco (940m ca) con annessa area attrezzata. Il tracciato di O.M. rimane sulla sterrata con un primo tornante verso dx (lasciare diramazione a sx), poi si distende mantenendosi per buona parte sulla dorsale tra frequenti ingressi ed uscite dal bosco, incrociando man mano diversi bivi da non considerare. (Il primo a dx con una sterrata che dirige verso b.ta Battagli, il secondo a sx dove la strada principale scende decisamente per un breve tratto poi piega a dx in falsopiano sino a raccordarsi più avanti). Proseguire mantenendo la dorsale su un tratto ripido per poi raggiungere nuovamente la sterrata qualche centinaio di metri a valle, presso un nuovo incrocio (795m ca). Lasciare le diramazioni di sx e dx che volgono rispettivamente verso le borgate rurali di Barge e Paesana e seguire il tracciato che prosegue diritto sulla dorsale e scende rapidamente raggiungendo in campo più aperto la località Brich del Serre ove si trovano alcune baite diroccate circoscritte all’esterno dalla sterrata (730m ca). Poche decine di metri più avanti si abbandona la sterrata principale che conduce verso b.ta Croce (variante tappa 6 il tracciato originario a questo punto scendeva sino alla borgata Croce, oltrepassava la carrozzabile e su stradina asfaltata conduceva, attraverso i prati, nel centro di Paesana) per imboccare una pista forestale che piega subito a sx e scende con percorso abbastanza diretto nel bosco; tralasciare presso un bivio la traccia a sx in leggera salita e continuare direttamente sino ad un successivo incrocio (660m ca). Mantenere la direttrice principale a sx (la traccia di dx conduce presso le case a monte della loc. Saretto) che presenta ora un tratto in falsopiano su campo aperto, sino a giungere presso un combale ove è posto un incrocio, in corrispondenza di un pilone diroccato dal quale proviene un’altra pista forestale. Prendere a dx e scendere direttamente sino a raggiungere un pilone posto all’incrocio con la strada asfaltata (625m ca); lasciando le diramazioni di sx (verso b.ta Montescotto) e di fronte (privato) proseguire a dx seguendo la strada asfaltata che raggiunge in breve il bivio con la carrozzabile Paesana-Barge in località Colletta (610m ca).

Ricettività e punti tappa

L’itinerario si svolge attraverso le borgate dei comuni dell’alta valle. La ricettività è quella interna alle località e di alta quota, per la quale si rimanda agli uffici turistici del territorio che sapranno indirizzare in base a tipologie di struttura e possibilità di spesa.

Ufficio Turistico di Crissolo
Luogo Palazzo Comunale in via Umberto I°, 39
Info (+39) 0175 940131; info@comune.crissolo.cn.it
aperto solo nei mesi estivi.
Ufficio Turistico del Comune di Paesana
Luogo piazza Vittorio Veneto, 30
Info (+39) 0175 987143; prolocopaesana@gmail.com
aperto solo nei mesi estivi.
Ufficio Turistico di Paesana - Comunità Montana Valli del Monviso
Luogo via S. Croce, 4
Info (+39) 0175 94273; info@vallipo.cn.it; slinguistico@vallipo.cn.it
aperto tutto l'anno dal lunedì al giovedì, dalle 9 alle 15.45.
Ufficio Turistico di Barge
Luogo piazza Garibaldi, 1
Info (+39) 0175 349128; ufficio.turistico.barge@gmail.com
aperto nel fine settimana sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30, domenica dalle 9.30 alle 12.30.
Ufficio Turistico di Bagnolo Piemonte
Luogo via Borgia, 5
Info (+39) 0175 392003; biblioteca@comune.bagnolo.cn.it
aperto tutto l'anno lunedì dalle 15 alle 18, mercoledì dalle 10.30 alle 12.30, sabato dalle 16.30 alle 18.30, domenica dalle 10 alle 12.
Ufficio Turistico di Revello
Luogo presso il Municipio in Piazza Denina, 2
Info (+39) 0175 257171
aperto tutto l'anno dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13.